Attraversando una brughiera, inciampo in una pietra. Se mi chiedessi come è arrivata lì, potrei rispondere che c’è sempre stata, e nessuno troverebbe assurda la risposta. Ma se trovassi per terra un orologio? Nessuno penserebbe che sia sempre stato lì. Guardandolo, vedrei ruote, molle, ingranaggi, disposti in modo da segnare le ore. Ne concluderei che qualcuno l’ha costruito per quello scopo.
Dall’orologio all’occhio
Così si apre la Teologia naturale (1802) di William Paley, un ecclesiastico inglese. Paley aggiunge alcune precisazioni intelligenti. La conclusione non cambierebbe se non avessimo mai visto fabbricare un orologio. Né se l’orologio a volte funzionasse male, o se non capissimo a che cosa servono alcune sue parti.
Poi passa alla natura. L’occhio è costruito come un telescopio, con lenti e meccanismi di messa a fuoco, ma con un’abilità molto superiore. Se l’orologio richiede un orologiaio, l’occhio richiede un artefice ancora più grande. Per pagine e pagine Paley descrive articolazioni, muscoli, ali di insetti. Ogni dettaglio è un indizio di progetto.
Le obiezioni di Hume e di Darwin
Paley scriveva dopo Hume, che nei Dialoghi sulla religione naturale (1779) aveva già criticato argomenti di questo tipo. L’analogia tra il mondo e una macchina è debole; il mondo somiglia altrettanto a un animale o a una pianta, che non hanno un costruttore. E anche se accettassimo l’analogia, non avremmo prove di un solo progettista, buono e onnipotente. Il problema, scrive Hume, è che la conclusione va oltre ciò che l’esperienza permette, un tema vicino al problema dell’induzione.
Il colpo decisivo venne dalla biologia. Da studente a Cambridge Charles Darwin aveva letto Paley con ammirazione. Ma con la selezione naturale propose un meccanismo che produce organismi adatti senza un progetto. Nella sua autobiografia scrisse che il vecchio argomento del disegno, che un tempo gli era parso così convincente, cadeva ora che la legge della selezione naturale era stata scoperta. Più di un secolo dopo, il biologo Richard Dawkins intitolò un suo libro L’orologiaio cieco.
Fonti essenziali
- William Paley, Natural Theology, edizione digitale (1809), capp. I e III — fonte primaria, edizione successiva.
- Stanford Encyclopedia of Philosophy, “Teleological Arguments for God’s Existence” — tipi d’inferenza, Paley e obiezioni humeane.
- Internet Encyclopedia of Philosophy, “Design Arguments for the Existence of God” — argomento di Paley e critica di Hume.