Teorie filosofiche

Hume e il problema dell’induzione

Hume chiede perché l’esperienza passata dovrebbe valere per il futuro: il problema dell’induzione e il ruolo dell’abitudine nelle nostre aspettative.

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20262 min di lettura

Il pane che ho mangiato ieri mi ha nutrito. Domani mi nutrirà ancora? Ne sono certo, nessuno ne dubita. Ma David Hume chiede: che cosa mi autorizza a crederlo? Nella Ricerca sull’intelletto umano (1748), sezione IV, la domanda diventa uno dei problemi più duraturi della filosofia: il problema dell’induzione.

Idee e fatti

Hume divide le nostre conoscenze in due gruppi. Le relazioni tra idee, come i teoremi della geometria o il fatto che tre per cinque fa la metà di trenta, si scoprono con il solo pensiero, e il loro contrario è contraddittorio. Le questioni di fatto riguardano il mondo. Il loro contrario è sempre possibile: che il sole domani non sorga è falso, ma non contraddittorio. Lo immaginiamo senza difficoltà.

Una palla da biliardo

Per i fatti che non vediamo ci basiamo sul rapporto di causa ed effetto. Una palla da biliardo ne colpisce un’altra, e ci aspettiamo che la seconda si muova. Ma se fossimo appena arrivati al mondo, nota Hume, niente nella prima palla ci direbbe che cosa succederà. Potrebbe fermarsi, tornare indietro, saltare. Il legame lo impariamo solo dall’esperienza.

Qui sta il punto. Dall’esperienza passata ricaviamo conclusioni sul futuro supponendo che il futuro somigli al passato. Ma come giustificare questa supposizione? Non con un ragionamento logico, perché il contrario non è contraddittorio. Non con l’esperienza, perché ogni argomento basato sull’esperienza presuppone proprio ciò che si vuole dimostrare. È un circolo.

L’abitudine

Hume non conclude che dobbiamo smettere di aspettarci che il pane nutra. Conclude che a guidarci non è la ragione, ma l’abitudine, la consuetudine: dopo aver visto molte volte due cose insieme, la mente passa dall’una all’altra. È la grande guida della vita umana.

Un secolo e mezzo dopo, Bertrand Russell racconta di un pollo che ogni mattina vede arrivare il contadino con il mangime, e se lo aspetta sempre di più. Finché un giorno il contadino arriva e gli tira il collo. Popper cercherà di aggirare il problema; Goodman lo renderà ancora più strano con il suo paradosso.

Fonti

  1. An Enquiry concerning Human Understanding, Section IV: Sceptical Doubts concerning the Operations of the Understanding — davidhume.org
  2. The Problem of Induction — Stanford Encyclopedia of Philosophy
  3. David Hume — Internet Encyclopedia of Philosophy

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