Teorie filosofiche

L’argomento ontologico di Anselmo

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20262 min di lettura

Il salmo dice: “Lo stolto ha detto nel suo cuore: Dio non esiste.” Anselmo, monaco e poi abate nell’abbazia di Bec, in Normandia, prende sul serio quello stolto. Nel Proslogion, scritto verso il 1077-1078, cerca un unico argomento che basti da solo a mostrare che Dio esiste. Lo trova in una definizione.

Ciò di cui non si può pensare il maggiore

Dio è “ciò di cui non si può pensare nulla di maggiore”. Anche lo stolto capisce queste parole quando le sente. Quindi questo essere esiste almeno nel suo intelletto. Ma, osserva Anselmo nel secondo capitolo, se esistesse solo nell’intelletto, si potrebbe pensare qualcosa di maggiore: lo stesso essere, esistente anche nella realtà. Allora ciò di cui non si può pensare il maggiore sarebbe qualcosa di cui si può pensare il maggiore. Contraddizione. Dunque esiste davvero, nella mente e nella realtà.

Anselmo usa un paragone. Un pittore ha in mente il quadro prima di dipingerlo, ma non pensa che il quadro esista già. Quando lo ha dipinto, il quadro è sia nella sua mente sia sulla tela. Il terzo capitolo aggiunge un passo: Dio non solo esiste, ma non può essere pensato come non esistente.

L’isola perfetta e i cento talleri

La prima obiezione arrivò subito, da un altro monaco, Gaunilone, che scrisse un libretto “in difesa dello stolto”. Pensa a un’isola perduta nell’oceano, la più ricca e bella che si possa immaginare. Con lo stesso ragionamento dovremmo concludere che esiste. Anselmo rispose che l’argomento vale solo per ciò di cui non si può pensare nulla di maggiore, non per un’isola.

Tommaso d’Aquino lo respinse a sua volta. Noi non conosciamo l’essenza di Dio, quindi non possiamo partire da essa; bisogna risalire dagli effetti, come fanno le cinque vie. Il colpo più famoso è di Kant: l’esistenza non è un predicato reale, non aggiunge nulla al concetto. Cento talleri reali non contengono un centesimo in più di cento talleri pensati, anche se fanno una bella differenza nel mio patrimonio. L’argomento, però, non è mai morto. Nel Novecento logici come Gödel e Plantinga ne hanno proposto versioni nuove. Sull’autore c’è anche la pagina dedicata ad Anselmo d’Aosta.

Fonti essenziali


Il critico più autorevole

Chi era il teologo che respinse l’argomento di Anselmo? Lo trovi nella pagina su Tommaso d’Aquino.


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