Teorie filosofiche

Il problema del carrello ferroviario

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20261 min di lettura

Un tram è senza freni e corre lungo un binario su cui stanno lavorando cinque operai. Il conducente può soltanto deviarlo su un binario laterale, dove c’è un solo operaio. Se non fa nulla, ne muoiono cinque; se devia, ne muore uno. Che cosa deve fare? Quasi tutti rispondono: deviare.

Da dove viene

Il caso è della filosofa inglese Philippa Foot, che lo propose nel 1967 in un articolo sull’aborto e sulla dottrina del doppio effetto. Il suo interesse non era il tram in sé. Voleva capire perché in alcuni casi accettiamo di causare la morte di uno per salvarne cinque, e in altri casi no. Per esempio, un chirurgo non può uccidere un paziente sano per distribuirne gli organi a cinque malati che altrimenti morirebbero. Il conto è lo stesso: uno contro cinque. Eppure la nostra reazione è opposta.

Il ponte

Negli anni successivi Judith Jarvis Thomson diede al problema il nome con cui lo conosciamo e ne inventò delle varianti. In una, sei su un ponte sopra i binari, accanto a un uomo molto corpulento. Se lo spingi giù, il suo corpo fermerà il tram e i cinque saranno salvi. Ancora uno contro cinque. Ma quasi nessuno se la sente di spingerlo.

Perché? Un utilitarista, che guarda solo alle conseguenze, direbbe che i due casi sono uguali e che in entrambi bisogna sacrificare uno; l’utilitarismo di Mill è il punto di partenza di questa linea. Altri richiamano la dottrina del doppio effetto, che risale alla scolastica: deviare il tram ha come effetto previsto, ma non voluto, la morte dell’operaio. Spingere l’uomo dal ponte invece lo usa come mezzo. È vicino all’idea di Kant di non trattare mai una persona soltanto come mezzo, espressa nell’imperativo categorico. Il dibattito, a più di cinquant’anni di distanza, non si è chiuso.

Fonti
  1. Stanford Encyclopedia of Philosophy, “Philippa Foot”
  2. Stanford Encyclopedia of Philosophy, “The Doctrine of Double Effect”
  3. Encyclopaedia Britannica, “Trolley problem”

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