Opere filosofiche

Tommaso d’Aquino — Summa Theologiae

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20261 min di lettura

Il testo latino

Il testo latino integrale della Summa Theologiae nel Corpus Thomisticum è diviso in parti e questioni, ed è comodo da consultare. La terza parte si ferma alla questione 90: il Supplementum che si trova in alcune edizioni fu messo insieme dopo la morte di Tommaso.

Un manuale per principianti, di migliaia di pagine

Nel prologo Tommaso d’Aquino dice di voler scrivere per chi comincia. Viene da sorridere, davanti alla mole del risultato. Ci lavorò dal 1267 circa fino alla fine del 1273, quando smise di scrivere del tutto, pochi mesi prima di morire.

L’impianto è chiaro. La prima parte parla di Dio e della creazione. La seconda, divisa a sua volta in due, dell’uomo che agisce: passioni, virtù, vizi, legge, grazia. La terza di Cristo e dei sacramenti. Nella prima parte, alla questione 2, si trovano le cinque vie per dimostrare l’esistenza di Dio, a cui il sito dedica una pagina apposita.

Come è costruito un articolo

La cosa più utile da capire è la struttura di ogni articolo, sempre uguale. Si parte da una domanda: per esempio, se Dio esista. Poi “sembra che” (videtur quod): Tommaso elenca le obiezioni alla tesi che sosterrà, spesso forti, esposte senza caricature. Segue un “in contrario” (sed contra), di solito un’autorità. Poi la risposta vera e propria, “rispondo dicendo che”. Infine riprende una per una le obiezioni iniziali e le risolve.

È un metodo che viene dalle dispute universitarie del Duecento, e costringe a prendere sul serio chi la pensa diversamente. Molte obiezioni vengono da Aristotele, che Tommaso chiama semplicemente “il Filosofo” e usa come strumento per pensare la fede.

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