Filosofi

Aristotele

Da Stagira al Liceo, Aristotele indagò logica, natura, etica e politica, unendo osservazione e argomentazione.

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20261 min di lettura

Aristotele voleva capire tutto, dalla logica alle seppie: per secoli è stato chiamato semplicemente “il Filosofo”.

Aula del Sapere · Filosofo · 384–322 a.C.

Dallo studio dei pesci alla logica

Aristotele nasce nel 384 a.C. a Stagira, in Calcidica, figlio di un medico di corte macedone. A diciassette anni va ad Atene ed entra nell’Accademia di Platone, dove resta circa vent’anni. Dopo la morte del maestro viaggia, studia gli animali dell’isola di Lesbo, fa da precettore al giovane Alessandro Magno. Tornato ad Atene fonda una sua scuola, il Liceo. Muore nel 322 a.C. Nessun filosofo antico ha coperto tanti campi: logica, fisica, biologia, metafisica, etica, politica, retorica, poesia.

Il suo metodo parte dai fenomeni e dalle opinioni diffuse, e poi li mette alla prova. Nella logica studia la forma dei ragionamenti validi, i Analitici: se tutti gli uomini sono mortali e Socrate è un uomo, Socrate è mortale, qualunque cosa si metta al posto delle parole. Nella fisica e nella metafisica si chiede che cosa voglia dire che una cosa esiste e cambia, e risponde con le quattro cause e con la nozione di sostanza. Diversamente da Platone, la forma per lui non sta in un mondo separato: sta nelle cose, come la forma della statua sta nel bronzo.

Nell’Etica Nicomachea la vita buona è un’attività secondo virtù, che si impara con l’abitudine e si realizza insieme agli altri, nella città. Gran parte di ciò che ci resta sono appunti per le lezioni, densi e talvolta faticosi; i dialoghi che scrisse per il pubblico, lodati dagli antichi per lo stile, sono andati perduti. Nel Medioevo, arabo e latino, diventa l’autorità per eccellenza.

Per il profilo storico e filosofico si vedano la Stanford Encyclopedia of Philosophy e l’Internet Encyclopedia of Philosophy.

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Busto di Aristotele, copia romana di un originale greco attribuito a Lisippo
Busto di Aristotele, marmo: copia romana di un originale greco attribuito a Lisippo (ca. 330 a.C.); il mantello in alabastro è un’aggiunta moderna. Museo Nazionale Romano, Palazzo Altemps, inv. 8575. Immagine di pubblico dominio. Fonte e dettagli su Wikimedia Commons.