Il latino del 1641
Su Project Gutenberg si può leggere e scaricare il testo latino originale: Meditationes de prima philosophia su Project Gutenberg. Il titolo vuol dire “meditazioni sulla filosofia prima”, cioè sulla metafisica.
Sei giorni di esercizi
Cartesio le pubblica a Parigi nel 1641, insieme a una serie di obiezioni di altri filosofi, tra cui Hobbes e Gassendi, e alle sue risposte. Sono sei meditazioni scritte in prima persona, come se l’autore riflettesse giorno dopo giorno. Il lettore dovrebbe rifarle con lui, non solo leggerle.
La prima comincia con un uomo seduto accanto al fuoco, in vestaglia, con un foglio in mano. Come faccio a essere sicuro di questo? I sensi a volte ingannano. E spesso ho sognato di essere proprio qui, vestito così, mentre ero a letto. Il dubbio si allarga fino alla matematica: e se un genio maligno, potentissimo e ingannatore, mi facesse sbagliare anche quando conto i lati di un quadrato?
Il punto fermo
Nella seconda meditazione Cartesio cerca, come Archimede, un solo punto fermo. Lo trova: anche se mi inganno, per essere ingannato devo esistere. “Io sono, io esisto” è vero ogni volta che lo penso. La formula “penso, dunque sono” in questo libro non compare così; viene dal Discorso sul metodo. Ne parliamo nella pagina sul cogito.
Segue l’esempio della cera. Un pezzo appena tolto dal favo ha odore di fiori, è duro, freddo, suona se lo batti. Avvicinalo al fuoco e tutto cambia: si scioglie, perde odore e forma. Eppure è la stessa cera. Allora non la conosco con i sensi, ma con la mente. Le meditazioni successive provano l’esistenza di Dio, spiegano l’errore e, nella sesta, sostengono che mente e corpo sono due sostanze distinte, un tema che trovi nella pagina sul rapporto mente-corpo.
Per approfondire
- René Descartes, Stanford Encyclopedia of Philosophy: un quadro generale, con l’analisi delle Meditazioni.
- Descartes’ Epistemology, Stanford Encyclopedia of Philosophy: dubbio, fondamenti e certezza.
- Six Metaphysical Meditations, Project Gutenberg: la traduzione inglese di William Molyneux, del 1680.