Teorie filosofiche

Cogito ergo sum

Scopri il cogito di Cartesio: dal dubbio metodico alla certezza dell’esistenza, tra Discorso sul metodo e Meditazioni metafisiche.

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20261 min di lettura

“Penso, dunque sono” è forse la frase più citata della filosofia moderna. Conviene sapere dove sta davvero. In francese, je pense, donc je suis, compare nel Discorso sul metodo del 1637, nella quarta parte. La versione latina ego cogito, ergo sum è nei Principi della filosofia del 1644. Nelle Meditazioni metafisiche, dove l’argomento è sviluppato meglio, la formula è un’altra: “io sono, io esisto”, vero ogni volta che lo penso.

Come ci si arriva

Cartesio vuole costruire il sapere su fondamenta sicure. Decide di trattare come falso tutto ciò su cui può nutrire anche il minimo dubbio. Via i sensi, che a volte ingannano. Via le certezze sul corpo e sul mondo, perché potrei sognare. Via anche la matematica: potrebbe esistere un genio maligno che mi inganna perfino quando sommo due e tre.

Ma qui il dubbio si morde la coda. Se mi inganno, devo esistere per essere ingannato. Se dubito, sto pensando. Qualunque cosa faccia il genio maligno, non può farmi pensare di esistere quando non esisto. Quello che resta è una “cosa che pensa”, res cogitans: una cosa che dubita, capisce, afferma, nega, vuole, immagina e sente.

È un ragionamento?

Il “dunque” fa pensare a un sillogismo: tutto ciò che pensa esiste, io penso, quindi esisto. Cartesio però rispose che non è così. È un’intuizione immediata, colta in un solo sguardo della mente.

Le obiezioni arrivarono subito. Gassendi chiese perché non dire “cammino, dunque sono”. Cartesio replicò che va bene, ma solo se si intende la coscienza di camminare, che è di nuovo un pensiero; il corpo che cammina potrebbe essere un sogno. Più tardi Lichtenberg osservò che si dovrebbe dire “si pensa”, come si dice “piove”: chi ci autorizza a dire “io”? Già Agostino, molti secoli prima, aveva scritto qualcosa di simile contro gli scettici: se sbaglio, esisto.

Fonti

  1. Descartes’ Epistemology — Stanford Encyclopedia of Philosophy
  2. René Descartes — Stanford Encyclopedia of Philosophy
  3. René Descartes (1596—1650) — Internet Encyclopedia of Philosophy

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