Teorie filosofiche

La nave di Teseo: identità e cambiamento

Che cosa rende una cosa la stessa nel tempo? Il paradosso della nave di Teseo, da Plutarco alle principali risposte filosofiche.

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20262 min di lettura

Gli Ateniesi conservavano la nave con cui Teseo era tornato da Creta dopo aver ucciso il Minotauro. Ogni volta che un’asse marciva, la toglievano e ne mettevano una nuova. Plutarco, nella Vita di Teseo, racconta che la nave rimase in porto fino ai tempi di Demetrio Falereo, alla fine del IV secolo a.C. E aggiunge che i filosofi la usavano come esempio nella discussione sulle cose che crescono: alcuni dicevano che era rimasta la stessa nave, altri che non lo era più.

Quando smette di essere la stessa?

Il problema sembra un indovinello, ma riguarda qualunque cosa duri nel tempo. Se si cambia un’asse, nessuno direbbe che la nave è un’altra. Due assi, nemmeno. Ma alla fine nessuna delle tavole originali è rimasta. È ancora la nave di Teseo? Se sì, che cosa la rende la stessa, visto che non è il materiale? Se no, in quale momento preciso ha smesso di esserlo? Alla centesima asse? Alla metà più una?

La versione di Hobbes

Nel Seicento Thomas Hobbes, nel De corpore, complica il quadro. Supponiamo che qualcuno raccolga tutte le assi vecchie man mano che vengono tolte e le rimonti, nello stesso ordine. Ora ci sono due navi. Quella in porto, rinnovata pezzo per pezzo, e quella ricostruita con il legno originale. Quale delle due è la nave di Teseo? Non possono esserlo entrambe, perché due cose non sono una cosa sola.

Le risposte possibili sono molte. Si può dire che conta la continuità della storia e della funzione, quindi la nave in porto. Si può dire che conta la materia, quindi quella ricostruita. Oppure che “stessa nave” dipende da ciò che ci interessa, e la domanda non ha una sola risposta. Il problema torna oggi in forme nuove, per esempio quando ci si chiede che cosa renda una persona la stessa nel corso della vita, se il corpo cambia continuamente le sue cellule. Già Eraclito diceva che non ci si bagna due volte nello stesso fiume.

Fonti

  1. Plutarch’s Lives: Theseus, §23 — Wikisource
  2. Identity Over Time, Stanford Encyclopedia of Philosophy

← Torna a Teorie filosofiche