Filosofi

John Stuart Mill

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20264 min di lettura

A tre anni studiava il greco, a otto il latino. John Stuart Mill, nato a Londra nel 1806, fu l’oggetto di un esperimento educativo condotto dal padre James Mill, amico e alleato di Jeremy Bentham: niente scuola, nessun contatto con coetanei, un programma intensissimo di classici, logica, economia politica. Funzionò, in un certo senso. Ma a vent’anni il giovane Mill attraversò una crisi profonda, raccontata nell’Autobiografia, e ne uscì con una visione dell’utilitarismo molto diversa da quella in cui era cresciuto.

La crisi del 1826

Mill si chiese un giorno: se tutte le riforme per cui lavori si realizzassero adesso, saresti felice? La risposta fu un netto no. Da lì mesi di abbattimento. A tirarlo fuori furono, tra le altre cose, le poesie di Wordsworth: scoprì che i sentimenti e l’immaginazione non erano un lusso da sacrificare all’analisi. È un passaggio importante, perché spiega la sua idea che i piaceri non siano tutti uguali.

Nel 1830 conobbe Harriet Taylor, allora sposata. Il loro legame intellettuale durò vent’anni prima del matrimonio, nel 1851. Mill le attribuisce un ruolo decisivo nella stesura di Sulla libertà e, più in generale, nella maturazione delle sue idee politiche.

Logica e induzione

L’opera che gli diede fama non fu un saggio politico ma il Sistema di logica (1843). Mill difende un empirismo radicale: anche le verità della matematica sarebbero, in ultima analisi, generalizzazioni dall’esperienza. Celebri i suoi metodi per individuare le cause. Con il metodo della concordanza si confrontano casi in cui un fenomeno si presenta e si cerca l’unico fattore comune; con quello della differenza si confrontano un caso con il fenomeno e uno senza, identici per tutto il resto. Chi ha studiato un esperimento con un gruppo di controllo ha già usato il secondo metodo, magari senza saperlo.

Il problema di fondo, quello di giustificare l’induzione stessa, Mill non lo scioglie davvero. Resta il nodo posto da Hume e discusso nella pagina sul problema dell’induzione.

Un utilitarismo con più qualità

L’utilitarismo (1861, in volume nel 1863) accetta il principio di Bentham: sono giuste le azioni che tendono a promuovere la felicità, sbagliate quelle che producono il contrario. Ma Mill introduce una distinzione tra piaceri superiori e inferiori. Chi ha conosciuto entrambi, sostiene, preferisce i primi. Da qui la frase che quasi tutti ricordano: meglio essere un essere umano insoddisfatto che un maiale soddisfatto, meglio Socrate insoddisfatto che uno sciocco soddisfatto. Per una discussione più tecnica rimandiamo alla pagina sull’utilitarismo di Mill, e a quella sul problema del carrello per vedere le difficoltà del calcolo delle conseguenze.

In Parlamento, per le donne

Tra il 1865 e il 1868 Mill fu deputato per Westminster. Nel 1867 presentò un emendamento alla riforma elettorale per sostituire “man” con “person”, estendendo così il voto alle donne. Fu respinto, ma raccolse 73 voti. Due anni dopo pubblicò La servitù delle donne (1869), scritto con il contributo di Helen Taylor, figlia di Harriet. Il libro sostiene che la subordinazione legale delle donne è un residuo del diritto del più forte e che non possiamo sapere quale sia la “natura” femminile finché le donne non sono libere di svilupparla. Anche le Considerazioni sul governo rappresentativo (1861) appartengono a questa fase.

Mill morì ad Avignone nel 1873, dove era sepolta Harriet.

Sulla libertà

In quali casi la società può limitare la libertà di una persona? In Sulla libertà (On Liberty, 1859) John Stuart Mill difende un criterio netto: coercizione e interferenza sono giustificate per impedire un danno ad altri, non semplicemente perché una condotta è impopolare o ritenuta immorale. Mill non presenta però la libertà come un diritto astratto senza condizioni: fonda la sua argomentazione sull’utilità umana e sul valore che pluralità e sviluppo individuale hanno per una società.

Il saggio procede in cinque capitoli: chiarisce la posta in gioco e il principio guida; difende la libertà di pensiero e discussione; passa all’individualità e alla possibilità di vivere secondo il proprio carattere; considera i limiti legittimi dell’autorità sociale e conclude con applicazioni del principio. La discussione aperta serve anche quando un’opinione è falsa o incompleta: il confronto può correggere convinzioni errate oppure impedire che una verità diventi una formula ripetuta senza comprenderne le ragioni. Per Mill, inoltre, la diversità di esperienze e modi di vita favorisce l’apprendimento e la crescita delle persone.

Il testo non sostiene che ogni scelta individuale sia innocua o sottratta a responsabilità: distingue le azioni che riguardano principalmente chi le compie da quelle che danneggiano altri. L’opera fu pubblicata da Mill e dedicata alla memoria di Harriet Taylor Mill, la cui influenza intellettuale egli riconosce esplicitamente. L’edizione italiana qui collegata, intitolata La libertà, è la traduzione di Arnaldo Agnelli del 1911, non il testo originale inglese.

Leggere Sulla libertà

È disponibile il testo completo in italiano: La libertà, traduzione di Arnaldo Agnelli pubblicata da Sonzogno nel 1911 e resa accessibile in PDF da Liber Liber. La scheda dell’e-book segnala che il testo è libero da diritti d’autore; consulta la pagina sulle licenze di Liber Liber per le condizioni applicabili alla redistribuzione dell’edizione digitale.

Per approfondire

  • John Stuart Mill, Stanford Encyclopedia of Philosophy: quadro accademico della filosofia pratica di Mill, del principio del danno e degli argomenti su libertà di espressione e azione.
  • On Liberty, Project Gutenberg: testo integrale in inglese; questa edizione include anche un’introduzione editoriale di W. L. Courtney.
  • Licenze degli e-book Liber Liber: spiega accesso gratuito per uso personale e condizioni previste per altri usi.