Teorie filosofiche

Il metodo socratico

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20261 min di lettura

Eutifrone sta andando in tribunale a denunciare il proprio padre per omicidio. È sicuro di fare una cosa pia. Socrate, che lo incontra per strada, gli chiede allora che cosa sia la pietà. Eutifrone risponde: ciò che è caro agli dèi. E Socrate: ciò che è pio è amato dagli dèi perché è pio, o è pio perché è amato dagli dèi? Eutifrone si confonde, gira intorno alla domanda, e alla fine se ne va, con una scusa: ha fretta.

Chiedere una definizione

Nei dialoghi di Platone la scena si ripete. Si parla di una virtù: la pietà nell’Eutifrone, il coraggio nel Lachete, la temperanza nel Carmide. Socrate non si accontenta di esempi. Vuole sapere che cosa abbiano in comune tutti i casi di coraggio, che cosa sia il coraggio in sé.

Poi comincia l’elenchos, la confutazione. Socrate fa ammettere all’interlocutore altre cose, una per volta, tutte ragionevoli. Alla fine queste ammissioni si scontrano con la definizione di partenza. L’interlocutore non può tenere tutto insieme e resta bloccato: è l’aporia. Nel Menone qualcuno paragona Socrate alla torpedine, il pesce che intorpidisce chi lo tocca. Socrate risponde che lui stesso è intorpidito quanto gli altri.

La levatrice

Nel Teeteto Socrate usa un’altra immagine. Sua madre, Fenarete, era una levatrice, e lui fa lo stesso mestiere con le anime: non ha idee da dare, aiuta gli altri a partorire le loro e controlla se sono vitali. Da qui il nome di maieutica.

“Metodo socratico” è un’etichetta che abbiamo dato noi, molto dopo. Socrate non scrisse nulla, e quello che sappiamo viene da Platone, Senofonte e pochi altri, che non sempre concordano. Fino a che punto il Socrate dei dialoghi sia quello storico è ancora in discussione.

Fonti
  1. Plato’s Shorter Ethical Works — (Stanford Encyclopedia of Philosophy)
  2. Socrates — (Stanford Encyclopedia of Philosophy)
  3. Socrates (469—399 B.C.E.) — (Internet Encyclopedia of Philosophy)

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