Smith e Jones hanno fatto domanda per lo stesso lavoro. Smith ha buone ragioni per credere che Jones otterrà il posto: glielo ha detto il presidente dell’azienda. E ha appena visto Jones contare dieci monete che aveva in tasca. Ne deduce: “L’uomo che otterrà il lavoro ha dieci monete in tasca.” Alla fine però il posto va a Smith. E, senza saperlo, anche Smith ha dieci monete in tasca. La sua convinzione era vera, ed era giustificata. Ma diremmo che Smith lo sapeva?
Tre pagine famose
Il caso è di Edmund Gettier, che nel 1963 pubblicò un articolo di tre pagine intitolato La credenza vera giustificata è conoscenza?. Da molto tempo i filosofi definivano la conoscenza così: so che p se credo che p, se p è vero, e se ho buone ragioni per crederlo. L’idea si fa risalire al Teeteto di Platone. Gettier mostrò con due controesempi che le tre condizioni possono esserci tutte senza che ci sia conoscenza.
Nel secondo caso Smith ha ottimi motivi per credere che il suo collega Jones possieda una Ford. Da questo ricava, con una deduzione corretta, “o Jones possiede una Ford, o Brown è a Barcellona”, pur non avendo la minima idea di dove sia Brown. Jones in realtà non ha una Ford. Ma per pura coincidenza Brown si trova proprio a Barcellona.
Il ruolo della fortuna
In tutti questi casi la credenza è vera per fortuna. Le ragioni di Smith non hanno niente a che fare con ciò che la rende vera. Un esempio simile l’aveva già fatto Bertrand Russell: guardi un orologio fermo, che segna per caso l’ora esatta. Hai una credenza vera e giustificata sull’ora, ma non sai che ora è.
Le riparazioni
Da allora i tentativi di correggere la definizione sono stati innumerevoli. Aggiungere una quarta condizione: la credenza non deve basarsi su premesse false. Chiedere che ci sia un legame causale tra il fatto e la credenza. Chiedere che la credenza nasca da un processo affidabile. Ogni proposta ha trovato nuovi controesempi, come quello della contea piena di finti granai, in cui chi vede l’unico granaio vero non sembra saperlo. Alcuni filosofi hanno concluso che la conoscenza non si lascia definire e va presa come nozione di base. Per i termini tecnici si veda il glossario di scienza ed epistemologia.