Filosofi

Hegel

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20264 min di lettura

Il 13 ottobre 1806 Georg Wilhelm Friedrich Hegel vide passare Napoleone per le strade di Jena, alla vigilia della battaglia. In una lettera all’amico Niethammer lo chiamò “quest’anima del mondo” a cavallo. Nelle stesse ore stava chiudendo il manoscritto della Fenomenologia dello spirito. L’aneddoto è diventato quasi un’immagine della sua filosofia: la storia che passa davanti alla finestra e il pensiero che cerca di comprenderla.

Gli anni della formazione

Hegel nasce a Stoccarda nel 1770. Allo Stift di Tubinga, il seminario teologico protestante, divide la stanza con il poeta Hölderlin e con il giovane Schelling, più giovane di cinque anni e molto più precoce. Insieme seguono con entusiasmo la Rivoluzione francese. Dopo anni da precettore a Berna e Francoforte, Hegel raggiunge Schelling a Jena nel 1801 e per un po’ i due lavorano fianco a fianco.

La rottura arriva proprio con la Fenomenologia (1807). Nella Prefazione Hegel ironizza su un Assoluto in cui tutte le differenze si dissolvono, paragonandolo alla notte in cui, come si dice, tutte le vacche sono nere. Schelling si riconobbe nel bersaglio, e l’amicizia finì.

Seguono anni lontani dall’università: redattore di un giornale a Bamberga, rettore di un ginnasio a Norimberga, dove scrive la Scienza della logica. Poi la cattedra a Heidelberg, l’Enciclopedia delle scienze filosofiche (1817), e nel 1818 la chiamata a Berlino, sulla cattedra che era stata di Fichte. Lì insegna fino alla morte, nel 1831, durante un’epidemia di colera.

Il vero è l’intero

Per capire Hegel conviene partire da un problema lasciato aperto da Kant. Se conosciamo solo i fenomeni e la cosa in sé resta inaccessibile, il pensiero è condannato a non toccare la realtà? Hegel risponde che la separazione stessa è il problema. Il reale non è una cosa immobile dietro le apparenze, ma un processo che si sviluppa e si comprende. “Il vero è l’intero”, scrive nella Prefazione alla Fenomenologia, e l’intero è l’essenza che si compie attraverso il suo sviluppo.

Il suo esempio botanico è chiaro. Il bocciolo scompare quando sboccia il fiore, e si potrebbe dire che il fiore lo confuta; il frutto, a sua volta, dichiara il fiore una falsa esistenza della pianta. Eppure queste forme sono momenti di un’unità organica, in cui ciascuno è necessario quanto l’altro.

Togliere e conservare

La parola chiave è Aufhebung, che in tedesco significa allo stesso tempo togliere, conservare ed elevare. Un momento superato non viene cancellato: viene ripreso a un livello più ricco. La pagina sulla dialettica di Hegel spiega perché lo schema “tesi, antitesi, sintesi”, che pure circola nei manuali, non è una formula hegeliana.

Lo spirito nella storia e nello Stato

Il sistema maturo si divide in logica, filosofia della natura e filosofia dello spirito. Lo spirito oggettivo comprende diritto, moralità ed eticità: famiglia, società civile, Stato. Nei Lineamenti di filosofia del diritto (1820) compare la frase più discussa di Hegel: ciò che è razionale è reale, e ciò che è reale è razionale. Alcuni vi lessero una giustificazione dello Stato prussiano esistente, altri un programma: il reale deve diventare razionale.

Nella stessa Prefazione c’è un’altra immagine celebre. La filosofia arriva sempre troppo tardi per dire come il mondo deve essere: la nottola di Minerva inizia il suo volo sul far del crepuscolo. Le lezioni sulla filosofia della storia, sull’estetica, sulla religione e sulla storia della filosofia furono pubblicate dopo la morte, sulla base di appunti suoi e degli studenti. Dopo di lui la scuola si divise in destra e sinistra hegeliana, e da quest’ultima uscì, tra gli altri, il giovane Marx.

La Fenomenologia dello spirito

Pubblicata nel 1807 con il titolo Phänomenologie des Geistes, la Fenomenologia dello spirito pone una domanda radicale: come può la coscienza giungere a sapere che cosa è vero, se il suo stesso criterio di verità cambia mentre lo mette alla prova? Hegel non offre un manuale di tesi isolate: mette in scena un itinerario in cui ogni figura della coscienza verifica le proprie pretese attraverso l’esperienza e, incontrandone i limiti, passa a una forma più articolata. Le prime tappe comprendono certezza sensibile, percezione e intelletto; seguono autocoscienza, ragione e figure dello spirito, legate anche alla vita sociale e alla storia. Il percorso culmina nella religione e nel sapere assoluto, non come semplice raccolta di nozioni, ma come comprensione del cammino e delle mediazioni che hanno reso possibile il sapere. La dialettica non è la formula scolastica “tesi-antitesi-sintesi”: le contraddizioni interne a una posizione la trasformano, negandone l’unilateralità e conservandone quanto ha di valido. Centrale è inoltre il riconoscimento: l’autocoscienza non si costituisce isolatamente, ma nel rapporto con altre autocoscienze e con istituzioni condivise. L’opera è difficile anche per la sua storia editoriale: Hegel la pubblicò nel 1807, mentre il titolo breve oggi consueto abbrevia quello originale; il testo tedesco integrale è consultabile liberamente, ma non equivale a una traduzione italiana. Leggerla aiuta a interrogare il rapporto fra conoscenza, soggetto, società e storia, seguendo le ragioni dei passaggi invece di ridurre il libro a slogan o a una scala lineare di “idee”.

Il testo della Fenomenologia

Phänomenologie des Geistes — testo integrale in tedesco su Project Gutenberg. È l’opera in lingua originale, non una traduzione italiana; la scheda segnala pubblico dominio negli Stati Uniti.

Per approfondire

  • Hegel, Stanford Encyclopedia of Philosophy: contesto e discussione della Fenomenologia come itinerario/propaedeutica, con analisi delle prime figure della coscienza.
  • Hegel’s Dialectics, Stanford Encyclopedia of Philosophy: chiarisce la dialettica e i suoi specifici passaggi nell’opera.
  • La Fenomenologia dello spirito di Hegel: Problemi e interpretazioni, FedOAPress, Università degli Studi di Napoli Federico II: volume accademico in italiano dedicato a nodi e interpretazioni dell’opera; la scheda indica un PDF, ma segnala che il download dei dati non è disponibile.