Grammatica latina › Sintassi dei casi
Nella prima lezione abbiamo collegato ogni caso a una funzione di base: nominativo e soggetto, accusativo e oggetto, e così via. Era una semplificazione necessaria. In realtà ogni caso svolge diverse funzioni, e alcune non hanno un equivalente immediato in italiano. Molti di questi usi li avete già incontrati, complemento per complemento, nelle lezioni sui complementi (dai complementi di luogo e di tempo agli altri complementi). Qui il punto di vista si rovescia: si parte dal caso e ci si chiede quali funzioni può avere. È il modo in cui si ragiona davanti a una versione, quando si ha una forma e bisogna capire che cosa sta facendo nella frase.
Nominativo
Oltre al soggetto e al nome del predicato con sum, va al nominativo il predicativo del soggetto con i verbi che significano «essere nominato, eletto, ritenuto, sembrare» quando sono al passivo: Cicero consul creatus est, «Cicerone fu eletto console». Allo stesso modo funziona videor, «sembro», di cui si parla nella lezione sull’infinito.
Genitivo
- Soggettivo e oggettivo. Amor patris può essere l’amore che il padre prova (soggettivo) o l’amore verso il padre (oggettivo). Solo il contesto lo dice. Metus hostium è spesso «la paura dei nemici», cioè la paura che si ha di loro.
- Partitivo, che indica il tutto di cui si prende una parte: pars militum, «una parte dei soldati»; multi civium. È frequente dopo i neutri di quantità: satis pecuniae, «abbastanza denaro»; nihil novi, «niente di nuovo»; plus auxilii, «più aiuto».
- Qualità morali e misure: vir magni ingenii, «un uomo di grande intelligenza»; fossa decem pedum, «una fossa di dieci piedi». La qualità ha sempre un aggettivo.
- Stima e prezzo indeterminato, con genitivi fissi: magni, parvi, pluris, minimi, tanti, quanti. Magni aestimo amicitiam tuam, «tengo in grande considerazione la tua amicizia».
- Pertinenza con est: sapientis est, «è proprio del saggio».
- Con verbi e aggettivi: memini, obliviscor, misereor; cupidus, peritus, memor, plenus. E con i verbi giudiziari, per la colpa: accusare aliquem proditionis, «accusare qualcuno di tradimento».
Dativo
- Vantaggio e svantaggio: non scholae sed vitae discimus, «impariamo non per la scuola ma per la vita» (rielaborazione scolastica di una frase di Seneca, Epistulae 106, 12).
- Possesso con sum: Mihi est frater, «ho un fratello». Vedi la lezione su sum.
- Fine, spesso insieme a un dativo di vantaggio (il cosiddetto doppio dativo): Caesar legionem auxilio misit, «Cesare mandò una legione in aiuto»; Hoc mihi curae est, «questa cosa mi sta a cuore».
- Con verbi intransitivi che in italiano reggono l’oggetto diretto: pareo («obbedisco»), faveo («favorisco»), noceo («nuoccio»), parco («risparmio»), studeo («mi dedico a»), invideo («invidio»), persuadeo («convinco»), ignosco («perdono»). Parcere victis, «risparmiare i vinti».
- D’agente nella perifrastica passiva: mihi scribendum est, «devo scrivere».
Accusativo
- Doppio accusativo con i verbi che significano «nominare, eleggere, ritenere» (oggetto + predicativo dell’oggetto): populus Ciceronem consulem creavit, «il popolo elesse Cicerone console». Con doceo e celo (persona + cosa): magister pueros grammaticam docet, «il maestro insegna la grammatica ai ragazzi».
- Estensione nello spazio e durata nel tempo: murus decem pedes altus, «un muro alto dieci piedi»; tres annos regnavit, «regnò per tre anni».
- Esclamativo: me miserum!, «povero me!»
- Con i verbi impersonali di sentimento (paenitet, pudet, piget, taedet, miseret): la persona va in accusativo, la causa del sentimento in genitivo. Me paenitet erroris, «mi pento dell’errore».
Ablativo
L’ablativo latino ha ereditato le funzioni di tre casi indoeuropei: uno di provenienza (il vero ablativo), uno di mezzo e compagnia (lo strumentale) e uno di luogo (il locativo). Tenerlo presente aiuta a ordinare i suoi molti usi.
| Complemento | Forma | Esempio |
|---|---|---|
| Mezzo | ablativo semplice | gladio pugnare, «combattere con la spada» |
| Causa | ablativo semplice, oppure propter/ob + acc. | fame perire, «morire di fame» |
| Modo | cum + abl.; con aggettivo anche senza cum o con cum in mezzo | magna cum cura, «con grande cura» |
| Compagnia | cum + abl. | cum amicis ambulare |
| Agente / causa efficiente | a/ab + abl. / abl. semplice | a consule; vento |
| Paragone | ablativo semplice | luce clarior, «più chiaro della luce» |
| Qualità fisica | ablativo con aggettivo | vir magno corpore, «un uomo di grande corporatura» |
| Limitazione | ablativo semplice | natione Gallus, «gallo di nascita» |
| Materia | e/ex + abl. | statua ex auro |
| Allontanamento, privazione | abl. semplice o con a/ab, e/ex | carere culpa, «essere privo di colpa» |
| Prezzo determinato | ablativo semplice | magno emere, «comprare a caro prezzo» |
Cinque deponenti reggono l’ablativo anziché l’accusativo: utor («uso»), fruor («godo di»), fungor («adempio»), potior («mi impadronisco di»), vescor («mi nutro di»). Utor libro vuol dire «uso un libro».
Esempi tradotti
Frasi costruite a scopo didattico:
- Magna pars equitum fugit. «Una grande parte dei cavalieri fuggì». Genitivo partitivo.
- Dux tertiam legionem praesidio castris reliquit. «Il comandante lasciò la terza legione a presidio dell’accampamento». Doppio dativo.
- Consul Camillum dictatorem dixit. «Il console nominò Camillo dittatore». Doppio accusativo.
- Galli magno impetu et clamore oppidum oppugnaverunt. «I Galli assalirono la città con grande impeto e grida».
Le trappole
- Tradurre ogni genitivo con «di». Magni aestimo non è «stimo del grande», e nihil novi è «niente di nuovo» solo perché qui l’italiano ha lo stesso costrutto.
- Prendere il dativo dei verbi intransitivi per un complemento di termine: legibus parere è «obbedire alle leggi», ma hostibus parcere è «risparmiare i nemici».
- Scegliere a caso tra mezzo, causa e modo. Chiedetevi se l’ablativo indica uno strumento, un motivo o una maniera. La domanda giusta di solito toglie i dubbi.
Esercizi
Qui si parte dalla forma: dato un caso, bisogna capire quale funzione svolge nella frase.
- Genitivo. Indica il tipo: pars militum; amor patriae; vir magni ingenii; magni aestimo; sapientis est.
- Genitivo soggettivo o oggettivo? Spiega l’ambiguità di metus hostium e dai le due traduzioni.
- Dativo. Indica il tipo: mihi est frater; non scholae sed vitae discimus; auxilio venire; mihi scribendum est.
- Verbi intransitivi col dativo. In latino: «obbedire alle leggi», «favorire gli amici», «risparmiare i vinti».
- Accusativo. Indica il tipo: populus Ciceronem consulem creavit; tres annos regnavit; me miserum!; me paenitet.
- Ablativo. Indica il complemento: gladio (pugnare); fame (perire); luce clarior; natione Gallus; magno emere; utor libro.
- Traduzione dal latino. Magna pars equitum fugit. / Dux tertiam legionem praesidio castris reliquit. / Me paenitet erroris mei. / Satis eloquentiae, sapientiae parum (Sallustio, De Catilinae coniuratione 5, 4).
- Traduzione in latino. «Molti dei cittadini» / «Ho molti libri» (dativo di possesso) / «Il popolo elesse Cesare console».
Soluzioni
- Partitivo; oggettivo («l’amore per la patria»); qualità; stima; pertinenza («è proprio del saggio»).
- Se i nemici provano la paura, è soggettivo: «la paura dei nemici», cioè «la paura che i nemici hanno». Se la paura è rivolta ai nemici, è oggettivo: «la paura verso i nemici». Decide il contesto.
- Possesso; vantaggio; fine; agente nella perifrastica passiva.
- legibus parere; amicis favere; victis parcere.
- Doppio accusativo (oggetto e predicativo); durata; esclamativo; persona con un verbo impersonale di sentimento.
- Mezzo; causa; paragone; limitazione; prezzo; ablativo retto da un deponente (utor).
- «Una grande parte dei cavalieri fuggì». / «Il comandante lasciò la terza legione a presidio dell’accampamento». / «Mi pento del mio errore». / «Abbastanza eloquenza, poca saggezza».
- Multi civium (o multi ex civibus). / Mihi sunt multi libri. / Populus Caesarem consulem creavit.