Grammatica latina

Sintassi dei casi

Sintassi dei casi latini: i principali usi di nominativo, genitivo, dativo, accusativo e ablativo (partitivo, stima, possesso, fine, doppio accusativo, mezzo, causa, qualità, paragone), con esempi tradotti e trappole.

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20265 min di lettura

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Nella prima lezione abbiamo collegato ogni caso a una funzione di base: nominativo e soggetto, accusativo e oggetto, e così via. Era una semplificazione necessaria. In realtà ogni caso svolge diverse funzioni, e alcune non hanno un equivalente immediato in italiano. Molti di questi usi li avete già incontrati, complemento per complemento, nelle lezioni sui complementi (dai complementi di luogo e di tempo agli altri complementi). Qui il punto di vista si rovescia: si parte dal caso e ci si chiede quali funzioni può avere. È il modo in cui si ragiona davanti a una versione, quando si ha una forma e bisogna capire che cosa sta facendo nella frase.

Nominativo

Oltre al soggetto e al nome del predicato con sum, va al nominativo il predicativo del soggetto con i verbi che significano «essere nominato, eletto, ritenuto, sembrare» quando sono al passivo: Cicero consul creatus est, «Cicerone fu eletto console». Allo stesso modo funziona videor, «sembro», di cui si parla nella lezione sull’infinito.

Genitivo

  • Soggettivo e oggettivo. Amor patris può essere l’amore che il padre prova (soggettivo) o l’amore verso il padre (oggettivo). Solo il contesto lo dice. Metus hostium è spesso «la paura dei nemici», cioè la paura che si ha di loro.
  • Partitivo, che indica il tutto di cui si prende una parte: pars militum, «una parte dei soldati»; multi civium. È frequente dopo i neutri di quantità: satis pecuniae, «abbastanza denaro»; nihil novi, «niente di nuovo»; plus auxilii, «più aiuto».
  • Qualità morali e misure: vir magni ingenii, «un uomo di grande intelligenza»; fossa decem pedum, «una fossa di dieci piedi». La qualità ha sempre un aggettivo.
  • Stima e prezzo indeterminato, con genitivi fissi: magni, parvi, pluris, minimi, tanti, quanti. Magni aestimo amicitiam tuam, «tengo in grande considerazione la tua amicizia».
  • Pertinenza con est: sapientis est, «è proprio del saggio».
  • Con verbi e aggettivi: memini, obliviscor, misereor; cupidus, peritus, memor, plenus. E con i verbi giudiziari, per la colpa: accusare aliquem proditionis, «accusare qualcuno di tradimento».

Dativo

  • Vantaggio e svantaggio: non scholae sed vitae discimus, «impariamo non per la scuola ma per la vita» (rielaborazione scolastica di una frase di Seneca, Epistulae 106, 12).
  • Possesso con sum: Mihi est frater, «ho un fratello». Vedi la lezione su sum.
  • Fine, spesso insieme a un dativo di vantaggio (il cosiddetto doppio dativo): Caesar legionem auxilio misit, «Cesare mandò una legione in aiuto»; Hoc mihi curae est, «questa cosa mi sta a cuore».
  • Con verbi intransitivi che in italiano reggono l’oggetto diretto: pareo («obbedisco»), faveo («favorisco»), noceo («nuoccio»), parco («risparmio»), studeo («mi dedico a»), invideo («invidio»), persuadeo («convinco»), ignosco («perdono»). Parcere victis, «risparmiare i vinti».
  • D’agente nella perifrastica passiva: mihi scribendum est, «devo scrivere».

Accusativo

  • Doppio accusativo con i verbi che significano «nominare, eleggere, ritenere» (oggetto + predicativo dell’oggetto): populus Ciceronem consulem creavit, «il popolo elesse Cicerone console». Con doceo e celo (persona + cosa): magister pueros grammaticam docet, «il maestro insegna la grammatica ai ragazzi».
  • Estensione nello spazio e durata nel tempo: murus decem pedes altus, «un muro alto dieci piedi»; tres annos regnavit, «regnò per tre anni».
  • Esclamativo: me miserum!, «povero me!»
  • Con i verbi impersonali di sentimento (paenitet, pudet, piget, taedet, miseret): la persona va in accusativo, la causa del sentimento in genitivo. Me paenitet erroris, «mi pento dell’errore».

Ablativo

L’ablativo latino ha ereditato le funzioni di tre casi indoeuropei: uno di provenienza (il vero ablativo), uno di mezzo e compagnia (lo strumentale) e uno di luogo (il locativo). Tenerlo presente aiuta a ordinare i suoi molti usi.

ComplementoFormaEsempio
Mezzoablativo semplicegladio pugnare, «combattere con la spada»
Causaablativo semplice, oppure propter/ob + acc.fame perire, «morire di fame»
Modocum + abl.; con aggettivo anche senza cum o con cum in mezzomagna cum cura, «con grande cura»
Compagniacum + abl.cum amicis ambulare
Agente / causa efficientea/ab + abl. / abl. semplicea consule; vento
Paragoneablativo sempliceluce clarior, «più chiaro della luce»
Qualità fisicaablativo con aggettivovir magno corpore, «un uomo di grande corporatura»
Limitazioneablativo semplicenatione Gallus, «gallo di nascita»
Materiae/ex + abl.statua ex auro
Allontanamento, privazioneabl. semplice o con a/ab, e/excarere culpa, «essere privo di colpa»
Prezzo determinatoablativo semplicemagno emere, «comprare a caro prezzo»

Cinque deponenti reggono l’ablativo anziché l’accusativo: utor («uso»), fruor («godo di»), fungor («adempio»), potior («mi impadronisco di»), vescor («mi nutro di»). Utor libro vuol dire «uso un libro».

Esempi tradotti

Frasi costruite a scopo didattico:

  1. Magna pars equitum fugit. «Una grande parte dei cavalieri fuggì». Genitivo partitivo.
  2. Dux tertiam legionem praesidio castris reliquit. «Il comandante lasciò la terza legione a presidio dell’accampamento». Doppio dativo.
  3. Consul Camillum dictatorem dixit. «Il console nominò Camillo dittatore». Doppio accusativo.
  4. Galli magno impetu et clamore oppidum oppugnaverunt. «I Galli assalirono la città con grande impeto e grida».

Le trappole

  • Tradurre ogni genitivo con «di». Magni aestimo non è «stimo del grande», e nihil novi è «niente di nuovo» solo perché qui l’italiano ha lo stesso costrutto.
  • Prendere il dativo dei verbi intransitivi per un complemento di termine: legibus parere è «obbedire alle leggi», ma hostibus parcere è «risparmiare i nemici».
  • Scegliere a caso tra mezzo, causa e modo. Chiedetevi se l’ablativo indica uno strumento, un motivo o una maniera. La domanda giusta di solito toglie i dubbi.

Esercizi

Qui si parte dalla forma: dato un caso, bisogna capire quale funzione svolge nella frase.

  1. Genitivo. Indica il tipo: pars militum; amor patriae; vir magni ingenii; magni aestimo; sapientis est.
  2. Genitivo soggettivo o oggettivo? Spiega l’ambiguità di metus hostium e dai le due traduzioni.
  3. Dativo. Indica il tipo: mihi est frater; non scholae sed vitae discimus; auxilio venire; mihi scribendum est.
  4. Verbi intransitivi col dativo. In latino: «obbedire alle leggi», «favorire gli amici», «risparmiare i vinti».
  5. Accusativo. Indica il tipo: populus Ciceronem consulem creavit; tres annos regnavit; me miserum!; me paenitet.
  6. Ablativo. Indica il complemento: gladio (pugnare); fame (perire); luce clarior; natione Gallus; magno emere; utor libro.
  7. Traduzione dal latino. Magna pars equitum fugit. / Dux tertiam legionem praesidio castris reliquit. / Me paenitet erroris mei. / Satis eloquentiae, sapientiae parum (Sallustio, De Catilinae coniuratione 5, 4).
  8. Traduzione in latino. «Molti dei cittadini» / «Ho molti libri» (dativo di possesso) / «Il popolo elesse Cesare console».
Soluzioni
  1. Partitivo; oggettivo («l’amore per la patria»); qualità; stima; pertinenza («è proprio del saggio»).
  2. Se i nemici provano la paura, è soggettivo: «la paura dei nemici», cioè «la paura che i nemici hanno». Se la paura è rivolta ai nemici, è oggettivo: «la paura verso i nemici». Decide il contesto.
  3. Possesso; vantaggio; fine; agente nella perifrastica passiva.
  4. legibus parere; amicis favere; victis parcere.
  5. Doppio accusativo (oggetto e predicativo); durata; esclamativo; persona con un verbo impersonale di sentimento.
  6. Mezzo; causa; paragone; limitazione; prezzo; ablativo retto da un deponente (utor).
  7. «Una grande parte dei cavalieri fuggì». / «Il comandante lasciò la terza legione a presidio dell’accampamento». / «Mi pento del mio errore». / «Abbastanza eloquenza, poca saggezza».
  8. Multi civium (o multi ex civibus). / Mihi sunt multi libri. / Populus Caesarem consulem creavit.