Grammatica latina

Il participio: funzioni nominali e verbali

Il participio latino: presente, perfetto e futuro, funzioni nominali (attributivo, sostantivato) e verbali (congiunto, predicativo, ablativo assoluto), con tabelle, traduzioni possibili ed errori frequenti.

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20265 min di lettura

Grammatica latina › Il participio

Il participio è il punto in cui molti studenti smettono di tradurre e cominciano a tirare a indovinare. È un peccato, perché la logica è semplice. Il participio è un aggettivo, quindi concorda con un nome, ma è anche verbale, quindi ha un tempo, una diatesi e può reggere complementi. Il latino lo usa moltissimo, molto più dell’italiano, e lo usa per condensare in due parole quello che noi diciamo con un’intera subordinata.

Le tre forme

Presente (attivo)Perfetto (passivo)Futuro (attivo)
Iamans, amantisamatus, -a, -umamaturus, -a, -um
IImonens, monentismonitusmoniturus
IIIlegens, legentislectuslecturus
III in -iocapiens, capientiscaptuscapturus
IVaudiens, audientisauditusauditurus

Il presente si declina come prudens (aggettivi della seconda classe a una uscita). Il perfetto e il futuro si declinano come bonus e si formano dal tema del supino: lect-um → lect-us, lect-urus. Eo ha il participio presente iens, euntis.

Il tempo del participio è relativo, cioè si misura rispetto al verbo principale. Il presente indica contemporaneità, il perfetto anteriorità, il futuro posteriorità. Non c’è un participio perfetto attivo, tranne che nei deponenti (hortatus, «avendo esortato»). Non c’è neppure un participio presente passivo.

Come si usa

Attributivo. Si comporta come un aggettivo qualsiasi: urbs capta, «la città conquistata»; sol oriens, «il sole nascente».

Sostantivato. Diventa un nome, con l’articolo sottinteso: amantes, «gli innamorati»; victi, «i vinti»; dicta, «le cose dette, le parole».

Congiunto. Si riferisce a un nome della frase (soggetto, oggetto o altro) ma esprime un’azione secondaria, con una sfumatura di tempo, causa, concessione o fine. Si traduce quasi sempre con una subordinata o con un gerundio:

Milites, hostes videntes, arma ceperunt. (frase costruita)
«I soldati, vedendo i nemici, presero le armi» oppure «Quando videro i nemici, i soldati presero le armi».

Il participio futuro congiunto esprime spesso un’intenzione: Legati venerunt pacem petituri, «gli ambasciatori vennero per chiedere la pace» (alla lettera, «sul punto di chiedere»).

L’ablativo assoluto

Si chiama «assoluto», dal latino absolutus, «sciolto», perché il nome e il participio non svolgono nessuna funzione nella frase principale. Formano un blocco a parte, che fa da sfondo. Il riconoscimento è meccanico: un nome (o pronome) in ablativo + un participio in ablativo concordato, spesso tra virgole o a inizio frase.

La resa italiana dipende dal contesto. Le scelte possibili sono quattro:

  1. ablativo assoluto all’italiana, a volte perfetto: urbe capta, «presa la città»;
  2. gerundio: «avendo preso la città»;
  3. subordinata temporale o causale: «dopo che la città fu presa», «poiché la città era stata presa»;
  4. una frase coordinata, quando il periodo diventerebbe troppo pesante.
Ablativo assolutoTempoUna traduzione
Sole oriente, profecti sunt.contemporaneità«Al sorgere del sole partirono».
Caesar, acceptis litteris, legatos misit.anteriorità«Cesare, ricevuta la lettera, mandò ambasciatori».
Hostibus victis, exercitus in castra rediit.anteriorità«Sconfitti i nemici, l’esercito tornò all’accampamento».

Esiste anche l’ablativo assoluto nominale, senza participio, perché sum non ha un participio presente: Cicerone consule, «sotto il consolato di Cicerone»; Hannibale duce, «sotto la guida di Annibale»; me invito, «contro la mia volontà».

Un’ultima osservazione. Se il nome dell’ablativo assoluto coincide con il soggetto o l’oggetto della reggente, il latino classico preferisce il participio congiunto. Per questo nell’ablativo assoluto ci si aspetta di trovare persone o cose diverse da quelle della frase principale.

Il participio predicativo

Con alcuni verbi il participio completa il senso del predicato. Con i verbi di percezione (video, audio) indica l’azione colta mentre si svolge: vidi hostes fugientes, «vidi i nemici fuggire», oppure «che fuggivano». È diverso da vidi hostes fugere, dove l’infinitiva riferisce un fatto («vidi che i nemici fuggivano») più che una scena. Con habeo e il participio perfetto si sottolinea il risultato: cognitum habeo, «ho appurato, so bene».

Funzione nominale e funzione verbale

Riassumendo: nella funzione nominale il participio fa da aggettivo (attributivo) o da nome (sostantivato), e si traduce con un aggettivo, un nome o una relativa. Nella funzione verbale (congiunto, ablativo assoluto, predicativo) equivale a una subordinata, e la traduzione più fedele è spesso proprio una subordinata esplicita. Gerundio, gerundivo e supino, che sono nomi e aggettivi verbali diversi dal participio, hanno una lezione a parte.

Errori frequenti

  • Tradurre il participio perfetto come attivo nei verbi non deponenti: urbs capta è «la città presa», non «che ha preso».
  • Cercare l’ablativo assoluto dentro la frase principale, legando il nome in ablativo al verbo reggente. Prima isolate il blocco, poi traducete il resto.
  • Tradurre sempre il participio presente con «-ante/-ente». Sol oriens può restare «il sole nascente», ma hostes videntes diventa quasi sempre «vedendo i nemici» o «quando videro i nemici».

Esercizi

Prima le forme, poi le funzioni, infine l’ablativo assoluto, che merita due esercizi da solo.

  1. Le tre forme. Scrivi participio presente, perfetto e futuro di laudo, moneo, duco, mitto.
  2. Riconoscimento. Che forma è e da quale verbo? legentes, captis, moriturus, euntem, hortatus.
  3. Il tempo relativo. Contemporaneità, anteriorità o posteriorità? urbs capta; sol oriens; pacem petituri.
  4. Funzioni. Attributivo, sostantivato, congiunto o predicativo? urbs capta; victi; Milites, hostes videntes, arma ceperunt; vidi hostes fugientes.
  5. Ablativo assoluto. Trova l’ablativo assoluto e traducilo in due modi: Hostibus victis, exercitus in castra rediit.
  6. Ablativo assoluto nominale. Traduci: Cicerone consule; Hannibale duce; me invito.
  7. Traduzione dal latino. Legati venerunt pacem petituri. / Caesar, acceptis litteris, castra movit. / Sole oriente, milites profecti sunt.
  8. Traduzione in latino. «I vinti» / «Presa la città, i soldati tornarono» (ablativo assoluto) / «Vidi i ragazzi che giocavano» (ludo, participio predicativo).
Soluzioni
  1. laudans, laudatus, laudaturus; monens, monitus, moniturus; ducens, ductus, ducturus; mittens, missus, missurus.
  2. legentes: participio presente plurale di lego; captis: participio perfetto, dat. o abl. plurale, di capio; moriturus: participio futuro di morior; euntem: participio presente, acc. sing., di eo; hortatus: participio perfetto di hortor, con senso attivo («avendo esortato»).
  3. Anteriorità; contemporaneità; posteriorità.
  4. Attributivo; sostantivato («i vinti»); congiunto; predicativo.
  5. Hostibus victis. «Sconfitti i nemici, l’esercito tornò all’accampamento»; «dopo che i nemici furono sconfitti, l’esercito tornò all’accampamento».
  6. «Sotto il consolato di Cicerone»; «sotto la guida di Annibale»; «contro la mia volontà».
  7. «Gli ambasciatori vennero per chiedere la pace». / «Cesare, ricevuta la lettera, mosse il campo». / «Al sorgere del sole i soldati partirono».
  8. Victi. / Urbe capta, milites redierunt. / Vidi pueros ludentes.