Altri complementi

Altri complementi latini da conoscere: limitazione, abbondanza e privazione, allontanamento e separazione, origine e provenienza, estensione e differenza, prezzo e stima, colpa e pena, denominazione. Regole sintetiche ed esempi tradotti.

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20264 min di lettura

Grammatica latina › I complementi

Dopo i complementi più frequenti resta un gruppo di costruzioni che compaiono con regolarità nelle versioni, anche se non ogni giorno. Le raccolgo qui in forma di schede brevi. Per ciascuna trovate la costruzione, uno o due esempi costruiti e, quando serve, la differenza con l’italiano.

Limitazione

Indica entro quali limiti vale un’affermazione. Va in ablativo semplice: natione Gallus, «gallo di nazionalità»; virtute praestare, «essere superiore per valore»; specie, «in apparenza»; nomine, «di nome». Helvetii reliquos Gallos virtute praecedunt, «gli Elvezi superano in valore gli altri Galli» (Cesare, De bello Gallico I, 1, adattato).

Abbondanza e privazione

Con i verbi e gli aggettivi che significano «abbondare, riempire» e «mancare, privare» si usa l’ablativo: abundare frumento, «abbondare di grano»; carere culpa, «essere senza colpa»; privare aliquem libertate, «privare qualcuno della libertà». Egeo e indigeo («ho bisogno») ammettono anche il genitivo. L’aggettivo plenus preferisce il genitivo: plenus timoris, «pieno di paura».

Allontanamento e separazione

Con le persone si usa sempre a/ab + ablativo: a patre discedere, «separarsi dal padre». Con le cose, dopo verbi come libero, prohibeo, arceo, abstineo, si trova anche l’ablativo semplice: hostes finibus prohibere, «tenere lontani i nemici dal territorio»; aliquem metu liberare, «liberare qualcuno dalla paura».

Origine e provenienza

Con i participi natus e ortus la famiglia o la condizione d’origine va in ablativo semplice: nobili genere natus, «nato da famiglia nobile»; Iove natus, «figlio di Giove». Si trovano anche e/ex e a/ab + ablativo, soprattutto per gli antenati lontani: ab Aenea ortus, «discendente da Enea».

Estensione, distanza, differenza

Le misure (altezza, lunghezza, larghezza, profondità) e la distanza vanno in accusativo: murus sex pedes altus, «un muro alto sei piedi»; tria milia passuum abesse, «distare tre miglia». La differenza con comparativi e avverbi di tempo va invece in ablativo: multo maior, «molto più grande»; paulo post, «poco dopo»; tribus annis ante, «tre anni prima».

Prezzo e stima

Il prezzo determinato va in ablativo: viginti denariis emere, «comprare per venti denari»; e così magno («a caro prezzo»), parvo, nihilo. Il prezzo indeterminato e la stima usano genitivi fissi: tanti, quanti, pluris, minoris; per la stima anche magni, parvi, maximi, nihili. Virtutem maximi aestimo, «tengo la virtù nella massima considerazione». Quanti emisti?, «a quanto l’hai comprato?».

Colpa e pena

Con i verbi giudiziari (accuso, arguo, damno, condemno, absolvo) la colpa va in genitivo: proditionis accusare, «accusare di tradimento». La pena va in genitivo nelle espressioni fisse (capitis damnare, «condannare a morte») o in ablativo (pecunia multare, «multare con un’ammenda»). Si usa anche de + ablativo per il reato: de vi, «per violenza».

Denominazione

«La città di Roma», «l’isola di Creta»: dove l’italiano usa «di», il latino mette il nome proprio in apposizione, cioè nello stesso caso del nome comune. Urbs Roma, in urbe Roma, ad urbem Romam; insula Creta. Tradurre urbs Romae sarebbe un errore.

Esempi tradotti

Frasi costruite a scopo didattico:

  1. Consul, vir genere nobili ortus, civitatem metu liberavit. «Il console, uomo nato da famiglia nobile, liberò la città dalla paura».
  2. Mercator agrum magno emit, sed paulo post pluris vendidit. «Il mercante comprò il campo a caro prezzo, ma poco dopo lo rivendette a un prezzo maggiore».
  3. Socrates impietatis accusatus et capitis damnatus est. «Socrate fu accusato di empietà e condannato a morte».
  4. In insula Sicilia multae urbes erant. «Sull’isola di Sicilia c’erano molte città».

Errori comuni

  • Tradurre l’apposizione con il genitivo quando si scrive in latino: «la città di Atene» è urbs Athenae.
  • Confondere stima e prezzo. Magni aestimare è «stimare molto», magno emere «comprare a caro prezzo».
  • Mettere l’ablativo semplice con le persone nei verbi di allontanamento: «dal padre» è a patre.

Esercizi

Un esercizio per ciascun gruppo di complementi, poi due traduzioni di riepilogo.

  1. Limitazione. In latino: «gallo di nazionalità», «superare gli altri per valore», «di nome».
  2. Abbondanza e privazione. Traduci: abundare frumento, carere culpa, privare aliquem libertate, plenus timoris.
  3. Allontanamento. In latino: «separarsi dal padre», «liberare qualcuno dalla paura», «tenere lontani i nemici dal territorio».
  4. Misura e differenza. In latino: «un muro alto sei piedi», «molto più grande», «poco dopo», «tre anni prima».
  5. Prezzo e stima. Traduci: magno emere, pluris vendere, magni aestimare, Quanti emisti?
  6. Colpa e pena. Traduci: proditionis accusare, capitis damnare, pecunia multare.
  7. Denominazione. In latino: «la città di Roma», «sull’isola di Creta», «verso la città di Atene».
  8. Traduzione dal latino. Pater filium nulla re privavit. / Haec domus multo maior est quam illa. / Libertatem pluris quam vitam aestimo. / Ab Aenea ortus esse dicebatur.
Soluzioni
  1. natione Gallus; ceteros virtute superare (o praestare); nomine.
  2. «abbondare di grano», «essere senza colpa», «privare qualcuno della libertà», «pieno di paura».
  3. a patre discedere; aliquem metu liberare; hostes finibus prohibere.
  4. murus sex pedes altus; multo maior; paulo post; tribus annis ante.
  5. «comprare a caro prezzo», «vendere a un prezzo maggiore», «stimare molto», «a quanto l’hai comprato?».
  6. «accusare di tradimento», «condannare a morte», «punire con una multa».
  7. urbs Roma; in insula Creta; ad urbem Athenas.
  8. «Il padre non privò il figlio di nulla». / «Questa casa è molto più grande di quella». / «Stimo la libertà più della vita». / «Si diceva che discendesse da Enea».