Opere filosofiche

Friedrich Nietzsche — Genealogia della morale

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20262 min di lettura

Il testo tedesco

Leggi il testo integrale in tedesco: è la trascrizione automatica della seconda edizione (1892) su Internet Archive, quindi con qualche refuso. Le immagini delle pagine originali sono nella scheda dell’edizione.

Uno scritto polemico

Nel 1887 Nietzsche pubblica la Genealogia della morale con un sottotitolo che non lascia dubbi: Eine Streitschrift, uno scritto polemico. La domanda è semplice da formulare. Da dove vengono i nostri valori, il bene e il male, la colpa, la coscienza? E che cosa valgono? Chi pensa che la morale sia eterna, caduta dal cielo, qui trova un’ipotesi molto diversa: i valori hanno una storia, spesso poco nobile.

Il libro ha una prefazione e tre dissertazioni. Sono pagine che hanno pesato sulla filosofia del Novecento più del celebre superuomo: Foucault, per esempio, ne riprese il metodo genealogico.

Agnelli e rapaci

Nella prima dissertazione Nietzsche distingue due modi di valutare. I nobili chiamano “buono” sé stessi, la propria forza e salute, e “cattivo” ciò che è basso e debole. Gli oppressi rovesciano lo schema: chiamano “malvagio” il forte, e “buono” chi non fa del male. Questa è la rivolta degli schiavi nella morale, e comincia quando il risentimento diventa creatore di valori. L’immagine è quella degli agnelli che detestano i rapaci: niente di strano, osserva, ma non è una buona ragione per rimproverare ai rapaci di prendersi gli agnelli.

La seconda dissertazione parte da un compito che la natura si sarebbe dato: allevare un animale che possa fare promesse. Nietzsche nota che in tedesco “colpa” (Schuld) e “debiti” (Schulden) hanno la stessa radice, e ne trae l’idea che la colpa morale nasca dal rapporto tra creditore e debitore. La crudeltà che non può più sfogarsi fuori si rivolge all’interno: nasce la cattiva coscienza. La terza esamina l’ideale ascetico di preti, filosofi e artisti, e si chiude con una frase cupa: l’uomo preferisce volere il nulla piuttosto che non volere. Il quadro generale del pensatore è nella pagina su Nietzsche.

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