Grammatica greca base

La terza declinazione

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20262 min di lettura

Terza declinazione: dal genitivo al tema, temi in consonante e in vocale, con esempi svolti.

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Obiettivo. Nella terza declinazione tutto parte dal genitivo, che rivela il tema. Da lì ricostruirai le forme più comuni e distinguerai i temi in consonante da quelli in vocale. Le eccezioni le terremo da parte.

Come riconoscere tema e desinenza

La terza declinazione comprende temi consonantici e vocalici, di generi diversi. La forma del nominativo singolare può modificare o nascondere il tema: per questo il lessico presenta normalmente nominativo e genitivo. Togliendo al genitivo singolare la desinenza -ος si individua spesso il tema utile per gli altri casi: φύλακος → φυλακ-. È un metodo pratico, non una legge senza eccezioni: alcuni temi subiscono alternanze e contrazioni, come πόλις, πόλεως. Per orientarsi nei diversi gruppi sono utili la panoramica sui temi consonantici di Dickinson College Commentaries e la grammatica di Smyth, sezione sulla terza declinazione.

Formazione: i tratti da osservare

Nei temi in consonante, l’incontro del tema con la desinenza del nominativo può produrre una forma diversa dal tema: per esempio κ + ς dà ξ, mentre una dentale davanti a ς cade. Le consonanti finali del tema riappaiono in altri casi: φύλαξ, φύλακος. Il dativo plurale può presentare ulteriori adattamenti, quindi non va ricavato meccanicamente dal nominativo.

I neutri hanno nominativo, accusativo e vocativo identici; al plurale questi casi terminano tipicamente in -α (ad esempio σώματα). Nei temi vocalici o con alternanza, il genitivo singolare può avere una forma particolare: πόλεως non si spiega trattando πόλις come un tema consonantico regolare. Le desinenze e gli accenti dipendono anche dal tipo di tema e dalla quantità sillabica: conviene imparare il genitivo e, per le forme meno regolari, il paradigma lessicale.

Esempi

  1. ὁ φύλαξ, τοῦ φύλακος, τὸν φύλακα — «la guardia» (nom., gen., acc. singolare maschile). φυλακ- è il tema: al nominativo κ + ς si presenta come ξ.
  2. τὸ σῶμα, τοῦ σώματος, τὰ σώματα — «il corpo» (nom. singolare, gen. singolare, nom./acc. plurale neutro). Il genitivo rivela σωματ-; il neutro plurale termina in -α.
  3. ἡ πόλις, τῆς πόλεως, τὴν πόλιν — «la città» (nom., gen., acc. singolare femminile). È un tema in -ι con alternanza nel genitivo; πόλεως va appreso come forma caratteristica.
  4. τῶν φυλάκων — «delle guardie» (genitivo plurale). Forma costruita per illustrare il tema φυλακ- con la desinenza -ων.

Esercizi

  1. Ricava il tema di γίγας, γίγαντος dal genitivo.
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γίγαντ-: si toglie -ος da γίγαντος. La forma del nominativo non mostra per intero il tema.

  1. Analizza τὰ σώματα: caso, numero e genere; traducila.
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Neutro nominativo o accusativo plurale: «i corpi» (il caso preciso dipende dalla frase).

  1. Completa con il genitivo singolare: ὁ φύλαξ, ___.
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τοῦ φύλακος: genitivo singolare maschile, «della guardia».

Il punto di partenza è il genitivo

Parti sempre dal genitivo: togli la desinenza e hai il tema. Poi guarda che cosa succede alle consonanti a contatto con le desinenze, come si comportano i neutri e come cambiano i temi in vocale. Nel dubbio, controlla il vocabolario.

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