Grammatica greca base

Alfabeto greco, spiriti e accenti

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20262 min di lettura

L’alfabeto greco, le due sigma, spiriti e accenti: tutto ciò che serve per cominciare a leggere.

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Obiettivo. Alla fine di questa lezione saprai leggere tutte le 24 lettere, usare le due sigma minuscole al posto giusto e capire che cosa indicano spiriti e accenti. Sulla pronuncia, qualche cautela: la grafia non è una guida assoluta.

L’alfabeto e la sigma

L’alfabeto greco ha 24 lettere, ciascuna con forma minuscola e maiuscola. In una tabella o nel dizionario la sigma è normalmente scritta σ in mezzo o all’inizio di parola e ς alla fine: la maiuscola è Σ in entrambi i casi. La forma ς è una variante posizionale, non una lettera diversa; per esempio, σοφός termina in ς. Questo criterio vale nella normale scrittura, ma non va confuso con caratteri tipografici alternativi.

Spiriti: dolce e aspro

Nella grafia politonica, una parola che comincia per vocale o dittongo porta normalmente uno spirito. Lo spirito dolce (᾿) non segnala un’aspirazione; lo spirito aspro (῾) indica convenzionalmente un soffio iniziale, spesso reso con h nelle traslitterazioni. Anche ρ iniziale porta lo spirito aspro, come in ῥήτωρ. Nei dittonghi lo spirito si scrive sopra la seconda vocale; con le maiuscole iniziali, si colloca prima della lettera: Ἑλλάς. Per la disposizione dei segni e le convenzioni di base, vedi Dickinson College Commentaries: accenti e spiriti e Smyth, Greek Grammar, §153.

I tre accenti

Il greco antico scritto usa acuto (´), grave (`) e circonflesso (῀, spesso stampato come tilde). Si collocano sulla vocale accentata; nei dittonghi, normalmente sulla seconda vocale. In linea generale l’acuto può trovarsi su una delle ultime tre sillabe, il circonflesso sulle ultime due e solo su vocale lunga o dittongo, il grave soltanto sull’ultima. Sono coordinate iniziali, non una guida completa: quantità vocalica, forma grammaticale e contesto comportano regole e trasformazioni. In particolare, l’acuto finale di una parola può diventare grave davanti a un’altra parola, con eccezioni. Gli accenti antichi indicavano soprattutto variazioni di altezza melodica, non semplicemente l’accento d’intensità italiano; la pronuncia ricostruita resta discussa. Una presentazione didattica con esempi e cautele è disponibile nel manuale introduttivo di greco dell’Università del Minnesota.

Esempi

  • σοφός — «sapiente». Sigma iniziale mediana σ e sigma finale ς; acuto sull’ultima sillaba.
  • ἄνθρωπος — «essere umano, uomo». Spirito dolce e acuto sulla vocale iniziale; accento sulla terzultima.
  • ἥλιος — «sole». Spirito aspro e acuto sulla prima vocale.
  • οἶκος — «casa». Dittongo iniziale οι: spirito dolce e circonflesso sono segnati sulla seconda vocale.
  • ῥήτωρ — «oratore». Esempio lessicale che mostra lo spirito aspro su rho iniziale.

Esercizi

  1. Completa: σοφό_ («sapiente», nominativo singolare): quale forma di sigma va scritta?
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σοφός: la sigma in fine di parola si scrive ς.

  1. Indica se lo spirito iniziale di ἥλιος è dolce o aspro.
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Aspro (῾), scritto sopra la vocale iniziale η.

  1. In οἶκος, su quale vocale si trova il segno del dittongo e quale accento vedi?
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Sulla seconda vocale, ι: vi si raccolgono i segni del dittongo iniziale; l’accento è circonflesso (῀).

Da tenere a mente

Memorizza σ dentro e ς in fine di parola; riconosci spirito dolce e aspro all’inizio (e aspro su ρ iniziale); distingui acuto, grave e circonflesso. La posizione dei segni si impara osservando forme complete: non dedurre la pronuncia moderna direttamente dalla grafia antica.

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