Il greco del Simposio
Il testo completo in greco antico del Simposio si legge su Scaife, il servizio del progetto Perseus della Tufts University, nell’edizione oxoniense di John Burnet (1910). È diviso per sezioni, comodo per seguire le citazioni.
Una cena a casa di Agatone
Il poeta tragico Agatone ha appena vinto il suo primo concorso teatrale, e il giorno dopo invita gli amici. Si decide di non bere troppo, visto che molti hanno ancora il mal di testa dalla sera prima, e di passare la serata pronunciando a turno un elogio di Eros. Il racconto ci arriva di seconda mano, anzi di terza: Apollodoro lo ripete come lo aveva sentito da Aristodemo, che era presente. Platone sembra volerci ricordare che la scena è lontana e ricostruita.
Ogni discorso ha il suo carattere. Il più memorabile è quello del commediografo Aristofane. All’inizio, racconta, gli esseri umani erano doppi, rotondi, con quattro braccia e quattro gambe; erano così forti che Zeus, per indebolirli, li tagliò a metà. Da allora ognuno cerca la propria metà perduta, e questo cercare si chiama amore.
Che cosa insegnò Diotima
Quando tocca a Socrate, lui non parla a nome proprio. Riferisce ciò che gli insegnò da giovane Diotima, una sacerdotessa di Mantinea. Eros non è un dio bello: desidera la bellezza proprio perché non la possiede. Sta a metà strada tra il mortale e il divino, come il filosofo sta tra l’ignoranza e la sapienza. Amare vuol dire desiderare di possedere il bene per sempre, e quindi generare: figli, opere, leggi, idee.
Poi la famosa scala. Si comincia amando un corpo bello, poi la bellezza di tutti i corpi, poi quella delle anime, delle istituzioni, delle scienze, fino a vedere di colpo il Bello in sé, che non nasce e non muore.
A quel punto entra Alcibiade, ubriaco, con una corona di edera e viole. Invece di parlare di Eros fa l’elogio di Socrate. Lo paragona alle statuette di Sileno, brutte fuori e piene di immagini divine dentro, e racconta come in guerra, a Potidea, sopportasse il gelo a piedi nudi. All’alba quasi tutti dormono. Socrate se ne va e passa la giornata come al solito.
Per approfondire
- Stanford Encyclopedia of Philosophy, “Plato on Friendship and Eros”: eros, Diotima e l’ascesa verso il Bello.
- ToposText, Plato, Symposium: la traduzione inglese di Harold North Fowler (Loeb, 1914), di pubblico dominio.
- Scaife / Perseus Digital Library, testo greco del Simposio: l’edizione Burnet del 1910, per sezioni.