Indicativo, congiuntivo, ottativo e imperativo, e come tenerli distinti da tempo, aspetto e voce.
Tutta la grammatica · Indice della grammatica greca avanzata
Obiettivo. Indicativo, congiuntivo, ottativo, imperativo: quattro modi finiti, ciascuno con il suo contributo al senso del verbo. Il modo è una cosa, l’aspetto, il tempo e la voce sono altre.
Che cosa indica il modo
Il modo presenta l’azione secondo il rapporto con la realtà o l’intenzione comunicativa: per esempio, come un fatto, un comando o un’eventualità. Nella classificazione scolastica greca i modi finiti sono indicativo, congiuntivo, ottativo e imperativo. Infinito e participio sono forme verbali non finite: alcune grammatiche li trattano insieme ai modi, ma non hanno persona espressa come i modi finiti. Smyth, §§ 357–358.
Il modo è solo una parte dell’analisi: occorre identificare anche voce (attiva, media o passiva, secondo la forma e il verbo), aspetto (come l’azione è presentata) e, con le dovute distinzioni, tempo. In generale, fuori dall’indicativo le forme di presente e aoristo distinguono soprattutto l’aspetto, non collocano da sole l’azione rispettivamente nel presente o nel passato; contano costruzione e contesto. Il futuro è un’importante eccezione a questa generalizzazione.
I quattro modi finiti
L’indicativo è il modo tipico delle asserzioni presentate come fatti o domande dirette: non garantisce da solo che quanto detto sia vero. Il congiuntivo ricorre spesso in volitive e dubitative, nelle proibizioni e in subordinate con valore eventuale o prospettico; non equivale a un’unica forma italiana del congiuntivo.
L’ottativo esprime, tra gli usi principali, un desiderio oppure una possibilità; con la particella ἄν può avere valore potenziale. In subordinate può comparire anche in dipendenza da tempi storici, secondo la costruzione. Il suo uso varia secondo epoca e contesto: non va ridotto alla sola traduzione «forse» o «vorrei». Ancient Greek for Everyone, lezione sull’ottativo.
L’imperativo esprime un ordine, un invito o una richiesta, di norma alla seconda persona e talvolta alla terza. Il presente e l’aoristo imperativo non sono semplicemente «ordine che dura» contro «ordine istantaneo»: la differenza riguarda soprattutto la prospettiva aspettuale, mentre il contesto determina la resa italiana.
Esempi
Gli esempi seguenti sono costruiti per illustrare le forme, non citazioni da autori antichi.
- λύει τὸν δεσμόν. «Scioglie il legame.» Indicativo presente attivo, terza persona singolare; τὸν δεσμόν è accusativo singolare, complemento oggetto.
- λῦε τὸν δεσμόν. «Sciogli il legame!» Imperativo presente attivo, seconda persona singolare. È l’esempio tradizionale; il presente presenta l’azione nella sua prospettiva imperfettiva.
- λῦσον τὸν δεσμόν. «Sciogli il legame!» Imperativo aoristo attivo, seconda singolare: cambia la prospettiva aspettuale, non necessariamente la durata reale dell’ordine.
- ἵνα λύῃ τὸν δεσμόν. «Affinché sciolga il legame.» Congiuntivo presente attivo, terza singolare, in una subordinata finale con ἵνα.
- λύοι τὸν δεσμόν. «Scioglierebbe / potrebbe sciogliere il legame.» Ottativo presente attivo, terza singolare; isolata la forma ammette più rese. Con ἄν, l’ottativo è tipicamente potenziale. Per paradigmi e forme dei modi si veda anche l’indice di grammatica greca DCC.
Esercizi
- In λύετε τὸν δεσμόν, individua modo, voce e persona/numero.
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Indicativo presente attivo, seconda persona plurale: «sciogliete il legame» (oppure, secondo il contesto, «state sciogliendo il legame»).
- Analizza λῦσον τὸν δεσμόν e spiega che cosa distingue questa forma da λῦε.
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Imperativo aoristo attivo, seconda persona singolare. Entrambe sono comandi; l’aoristo presenta l’azione con aspetto aoristico, non significa automaticamente che il comando debba essere più rapido.
- In εἴθε λύοι τὸν δεσμόν, riconosci il modo e proponi una traduzione.
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λύοι è ottativo presente attivo, terza persona singolare. Con εἴθε introduce un desiderio: «Magari sciogliesse il legame!»
Attenzione alla trappola
Quattro modi finiti: indicativo, congiuntivo, ottativo, imperativo. Tieni separati modo, voce e aspetto. E ricorda la trappola più comune: fuori dall’indicativo, «presente» e «aoristo» indicano l’aspetto dell’azione, non quando avviene.