Opere filosofiche

Meditazioni

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20261 min di lettura

Il greco dell’imperatore

La Perseus Digital Library offre il testo greco, diviso per libri, secondo l’edizione di Jan Hendrik Leopold del 1908 (licenza CC BY-SA 3.0 US): Meditations — Perseus Digital Library.

Un imperatore romano che scrive in greco, la lingua della filosofia, e scrive solo per sé. Il titolo che i manoscritti ci hanno tramandato è Ta eis heauton, “a sé stesso”. Meditazioni è un nome moderno. Marco Aurelio governò nel II secolo e passò molti anni in guerra lungo il Danubio. Tra il primo e il secondo libro i manoscritti conservano una breve nota: scritto “tra i Quadi”, una delle popolazioni contro cui combatteva.

Esercizi per non perdere la calma

Il primo libro è un elenco di ringraziamenti: al nonno, alla madre, ai maestri, al padre adottivo Antonino Pio, ciascuno per una qualità che gli ha insegnato. Poi gli appunti si fanno sparsi e ripetitivi, e la ripetizione è voluta: sono esercizi stoici, da rifare finché diventano abitudine.

Celebre l’inizio del secondo libro. Al mattino, dice a sé stesso, preparati: oggi incontrerai un indiscreto, un ingrato, un prepotente, un invidioso. Ma nessuno di loro può farti del male, se tu non lo permetti, e sono tuoi simili. Altrove torna l’idea di quanto tutto sia breve: le corti dei re di un tempo, piene di gente, oggi non ci sono più. Gloria e ricchezza non contano; conta agire bene, adesso.

Fonti per approfondire: Stanford Encyclopedia of Philosophy, “Marcus Aurelius”; Internet Encyclopedia of Philosophy, “Marcus Aurelius”.