Il latino di Agostino
James J. O’Donnell ha messo in rete il testo latino completo delle Confessioni, libri I–XIII, un libro per pagina. Lui stesso avverte che non sa con certezza da quale edizione derivi la trascrizione, e che non l’ha controllata riga per riga. Per leggere va benissimo; per citare serve un’edizione critica.
Un libro scritto parlando a Dio
“Inquieto è il nostro cuore finché non riposa in te.” La frase sta nel primo capitolo del primo libro e dà la chiave di tutto. Le Confessioni non sono un’autobiografia nel senso moderno. Agostino le scrive verso la fine del IV secolo, quando è già vescovo di Ippona, e le rivolge a Dio, come una lunga preghiera. Il lettore ascolta, per così dire, da dietro la porta.
Gli episodi sono rimasti famosi. Da ragazzo ruba delle pere con gli amici, non per fame ma per il gusto di fare ciò che era vietato, e le getta ai maiali. A Cartagine si appassiona al teatro e aderisce ai manichei. A Milano incontra il vescovo Ambrogio e resta colpito da un dettaglio: lo vede leggere in silenzio, senza muovere le labbra. Poi la crisi nel giardino, nel libro VIII. Una voce di bambino ripete “prendi e leggi”, Agostino apre le lettere di Paolo e legge un passo che gli cambia la vita.
Memoria e tempo
Dopo la morte della madre Monica, nel libro IX, il racconto si interrompe. Il libro X si chiede che cosa sia la memoria, questo palazzo immenso dove ritroviamo immagini, nomi, emozioni passate. L’XI pone la domanda sul tempo: se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo, non lo so più. La risposta di Agostino è che passato e futuro esistono solo nell’anima, come memoria e attesa. Gli ultimi due libri commentano l’inizio della Genesi. Chi si aspettava un romanzo di conversione resta sorpreso, ma per Agostino era lo stesso discorso.
Per approfondire
- Stanford Encyclopedia of Philosophy, “Augustine”: cronologia e lettura filosofica delle Confessiones.
- Internet Encyclopedia of Philosophy, “Augustine”: i tredici libri e la loro struttura.
- James J. O’Donnell, Georgetown University, “Augustini Confessiones”: il testo latino, con una nota sulla trascrizione.