Ludwig Wittgenstein nasce a Vienna nel 1889, ultimo di otto figli di uno degli industriali più ricchi d’Europa. In casa passano Brahms e Mahler. Lui studia ingegneria meccanica a Berlino e nel 1908 va a Manchester a progettare eliche per aerei. È lì che la matematica lo porta alla logica, e la logica a Gottlob Frege, che gli consiglia di andare a Cambridge da Bertrand Russell. Dal 1911 Russell lo vede arrivare ogni giorno nel suo studio, a discutere per ore. Presto si convince che quel giovane potrà risolvere i problemi che lui non ha più l’energia di affrontare. Muore a Cambridge nel 1951. Le sue ultime parole, secondo chi lo assisteva: dite loro che ho avuto una vita meravigliosa.
Il Tractatus, scritto in trincea
Durante la Prima guerra mondiale combatte come volontario nell’esercito austriaco e porta con sé un taccuino. Ne nasce il Tractatus logico-philosophicus, pubblicato in tedesco nel 1921 e in inglese l’anno dopo. Poche decine di pagine, in proposizioni numerate. Il linguaggio raffigura il mondo come un’immagine raffigura una scena: una proposizione ha senso se descrive un possibile stato di cose. L’etica, l’estetica, il senso della vita restano fuori da ciò che si può dire. L’ultima frase: su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere. Convinto di aver risolto i problemi della filosofia, Wittgenstein la abbandona. Dà via la sua parte dell’eredità e va a fare il maestro elementare in villaggi di montagna austriaci.
Il linguaggio come gioco
Nel 1929 torna a Cambridge, e comincia a smontare il proprio libro. Nelle Ricerche filosofiche, pronte nel 1945 ma pubblicate postume nel 1953, il linguaggio non è più un’immagine del mondo. È un insieme di attività, di “giochi linguistici”: dare ordini, raccontare, ringraziare, pregare. Il significato di una parola è il suo uso. Prova a definire “gioco”: scacchi, calcio, solitario, girotondo. Non c’è una caratteristica comune a tutti, solo “somiglianze di famiglia” che si incrociano.
Gli ultimi anni producono appunti pubblicati dopo la sua morte, come Della certezza e le Osservazioni sui colori, scritte negli ultimi diciotto mesi di vita, di cui si occupa la scheda sulla grammatica dei concetti di colore. Per gli altri pensatori del Novecento si può partire dall’elenco dei filosofi.
Fonti
- Ludwig Wittgenstein — Stanford Encyclopedia of Philosophy
- Ludwig Wittgenstein (1889—1951) — Internet Encyclopedia of Philosophy
- Ludwig Josef Johann Wittgenstein — MacTutor History of Mathematics Archive, University of St Andrews
- Remarks on Colour, 30th Anniversary Edition — University of California Press