Filosofi

Seneca

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20261 min di lettura

Lucio Anneo Seneca nasce a Cordova, in Spagna, intorno al 4 a.C., e cresce a Roma. Vita tutt’altro che ritirata, la sua. Avvocato e senatore, nel 41 d.C. l’imperatore Claudio lo esilia in Corsica, dove resta otto anni. Richiamato da Agrippina, diventa precettore del giovane Nerone e, quando Nerone sale al trono, uno degli uomini più potenti dell’impero. Poi si allontana dalla corte. Nel 65, accusato di aver preso parte alla congiura di Pisone, riceve l’ordine di uccidersi. Tacito racconta quella morte lenta e difficile, affrontata con calma davanti agli amici.

Il contrasto tra le sue idee e la sua vita, tra l’elogio della povertà e un patrimonio enorme, gli fu rimproverato già dai contemporanei. Lui lo sapeva, e nelle opere lo ammette: non parlo da saggio, dice in sostanza, ma da malato che parla ad altri malati nella stessa corsia.

Il tempo, l’ira, la morte

Seneca è uno stoico che scrive per persone reali. Nel De brevitate vitae osserva che la vita non è breve: siamo noi a sprecarne gran parte. Nel De ira dà consigli quasi pratici su come non lasciarsi travolgere dalla rabbia, per esempio aspettare prima di reagire. Nel De clementia, dedicato a Nerone, spiega al giovane imperatore perché il potere debba essere mite. Scrisse anche le Questioni naturali, sui fenomeni della natura, una satira sulla morte di Claudio e diverse tragedie. L’opera più amata resta però la raccolta delle Lettere morali a Lucilio, scritte negli ultimi anni.

Fonti per approfondire: Stanford Encyclopedia of Philosophy, “Seneca”; Internet Encyclopedia of Philosophy, “Lucius Annaeus Seneca”; Encyclopaedia Britannica, “Seneca”.