Grammatica latina

Pronomi personali, possessivi, dimostrativi, determinativi e relativo

I pronomi latini con paradigmi completi: personali e riflessivo, is ea id, dimostrativi hic, iste, ille, determinativi idem e ipse, relativo qui quae quod, con la differenza tra suus ed eius e il nesso relativo.

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20265 min di lettura

Grammatica latina › I pronomi

I pronomi sono la parte della morfologia che fa più paura, per una ragione precisa: hanno desinenze loro, che non coincidono del tutto con nessuna declinazione. Lo schema però si ripete. Quasi tutti hanno il genitivo singolare in -ius e il dativo in -i, come gli aggettivi pronominali del gruppo unus, solus, totus visti con gli aggettivi della prima classe. Al plurale, poi, somigliano molto a boni, bonae, bona.

Personali e riflessivo

Casoiotusé (riflessivo)noivoi
Nom.egotu—nosvos
Gen.meituisuinostri, nostrumvestri, vestrum
Dat.mihitibisibinobisvobis
Acc.metese (sese)nosvos
Abl.metese (sese)nobisvobis

Tre osservazioni. Il nominativo serve solo per dare enfasi o contrapporre: ego laboro, tu ludis, «io lavoro, tu invece giochi». Con cum la preposizione si attacca in coda: mecum, tecum, secum, nobiscum, vobiscum. I due genitivi plurali hanno usi diversi. Nostri e vestri sono genitivi oggettivi (memor nostri, «memore di noi»); nostrum e vestrum sono partitivi (unus nostrum, «uno di noi»).

Il riflessivo sui, sibi, se non ha nominativo e ha la stessa forma per singolare e plurale e per tutti i generi. Si riferisce al soggetto: se laudat, «loda se stesso».

Il pronome di terza persona: is, ea, id

Il latino non ha un vero personale di terza persona. Usa is, ea, id, che vale «egli, ella, esso», ma anche «quello» o semplicemente l’articolo determinativo davanti a una relativa (is qui, «colui che»).

CasoM.F.N.M. plur.F. plur.N. plur.
Nom.iseaidei (ii)eaeea
Gen.eiuseorumearumeorum
Dat.eieis (iis)
Acc.eumeamideoseasea
Abl.eoeaeoeis (iis)

Suus o eius?

«Suo» in latino si dice in due modi, e la differenza conta. Suus, -a, -um si riferisce al soggetto della frase; eius (plurale eorum, earum) a qualcun altro.

Marcus librum suum legit. «Marco legge il suo libro» (il libro di Marco).
Marcus librum eius legit. «Marco legge il libro di lui» (di un’altra persona).

I possessivi

I possessivi sono aggettivi della prima classe e li avete già visti nella lezione sugli aggettivi: meus, tuus, suus, noster, vester. Per la terza persona non riflessiva il latino non ha un aggettivo: usa il genitivo eius, eorum, earum, come si è appena visto. Due abitudini da conoscere. Il possessivo si omette quando il possessore è ovvio (patrem amat, «ama suo padre»). Quando invece compare, spesso dà enfasi o contrappone (mea culpa, non tua).

I dimostrativi: hic, iste, ille

Corrispondono, più o meno, a «questo» (vicino a chi parla), «codesto» (vicino a chi ascolta, spesso con sfumatura spregiativa) e «quello» (lontano da entrambi).

Casohic, haec, hocille, illa, illud
Nom. sing.hichaechocilleillaillud
Gen.huiusillius
Dat.huicilli
Acc.hunchanchocillumillamillud
Abl.hochachocilloillaillo
Nom. plur.hihaehaecilliillaeilla
Gen.horumharumhorumillorumillarumillorum
Dat. / Abl.hisillis
Acc.hoshashaecillosillasilla

Iste, ista, istud si declina esattamente come ille (istius, isti, istum…). Occhio a haec: è il femminile singolare, ma anche il neutro plurale nominativo e accusativo. Quando sono in coppia, hic e ille possono valere «quest’ultimo» e «il primo»: hic rimanda al nome più vicino nel testo, ille a quello più lontano.

I determinativi: idem e ipse

Idem, eadem, idem, «lo stesso, il medesimo», è is, ea, id più la particella -dem. Davanti a d la m diventa n: eundem, eandem, eorundem, earundem. Il nominativo maschile è idem (da *is-dem), il neutro idem (da id-dem). Le altre forme: genitivo eiusdem, dativo eidem, ablativo eodem, eadem, eodem; plurale eidem (idem), eaedem, eadem, dativo e ablativo eisdem (isdem).

Ipse, ipsa, ipsum, «proprio lui, egli stesso, in persona», si declina come ille, con il neutro in -um: ipsius, ipsi, ipsum, ipso; plurale ipsi, ipsae, ipsa. Dà rilievo a una persona o a una cosa: Caesar ipse, «Cesare in persona»; ipso die, «proprio in quel giorno».

Il relativo: qui, quae, quod

CasoM.F.N.M. plur.F. plur.N. plur.
Nom.quiquaequodquiquaequae
Gen.cuiusquorumquarumquorum
Dat.cuiquibus
Acc.quemquamquodquosquasquae
Abl.quoquaquoquibus

Una regola risolve quasi tutto: il relativo prende genere e numero dall’antecedente, ma il caso dalla funzione che svolge nella sua proposizione. In Vir quem vides frater meus est, «l’uomo che vedi è mio fratello», quem è maschile singolare come vir, ma è accusativo perché è l’oggetto di vides.

All’inizio di un periodo il relativo può riprendere tutta la frase precedente. È il nesso relativo, che si traduce con un dimostrativo e una congiunzione: Quae cum ita sint, formula cara a Cicerone, vuol dire «stando così queste cose», cioè «e poiché le cose stanno così».

Esempi tradotti

Frasi costruite a scopo didattico:

  1. Pater mihi librum dedit; eum cotidie lego. «Mio padre mi ha dato un libro; lo leggo ogni giorno». Eum riprende librum.
  2. Haec verba consulis cives terruerunt. «Queste parole del console spaventarono i cittadini». Haec è neutro plurale, accordato con verba.
  3. Eodem anno ipse imperator in Galliam venit. «Nello stesso anno l’imperatore in persona venne in Gallia».
  4. Puellae, quibus rosas dedisti, laetae sunt. «Le ragazze a cui hai dato le rose sono contente».

Errori tipici

  • Dare al relativo il caso dell’antecedente. Genere e numero vengono dall’antecedente; il caso no.
  • Tradurre suus e eius allo stesso modo quando la frase ha due persone in gioco: in italiano conviene chiarire con «di lui», «di lei», «loro».
  • Prendere haec sempre per un femminile singolare e quae sempre per un nominativo.
  • Accordare eius con la cosa posseduta. Eius è un genitivo e non cambia: domus eius, domum eius, domos eius. È suus che concorda come un aggettivo.

Esercizi

Esercizi sui pronomi di questa lezione, dai personali al relativo. Nel terzo conviene chiedersi ogni volta: chi è il soggetto?

  1. Personali. In latino: «con me», «a te», «con voi», «se stesso» (complemento oggetto).
  2. Is, ea, id. Indica tutti i casi possibili: eius, eum, eae, eis, ea.
  3. Suus o eius? Scegli: Marcus amicum (suum / eius) vocat («Marco chiama il proprio amico»); Caesar milites laudavit et virtutem (suam / eorum) praedicavit («…e celebrò il valore dei soldati»).
  4. Dimostrativi. Quali casi può essere haec? E huic, illius, hos?
  5. Idem e ipse. Traduci Caesar ipse venit e eadem dicit; scrivi l’accusativo maschile singolare di idem.
  6. Il relativo. Completa: Puer ___ vides frater meus est; Urbs ___ incolae fugerunt deleta est (della quale); Libri ___ legis boni sunt; Amici ___ epistulam misi venerunt (ai quali).
  7. Traduzione dal latino. Hic liber meus est, ille tuus. / Eum non vidi, sed eius vocem audivi. / Homines qui virtutem amant beati sunt.
  8. Traduzione in latino. «Marco loda se stesso» / «Quel giorno» (complemento di tempo) / «Lo stesso console».
Soluzioni
  1. mecum, tibi, vobiscum, se.
  2. eius: gen. sing., tutti i generi; eum: acc. sing. m.; eae: nom. plur. f.; eis: dat. e abl. plur., tutti i generi; ea: nom. sing. f., abl. sing. f. (eā), nom. e acc. plur. n.
  3. suum (l’amico è di Marco, il soggetto); eorum (il valore è dei soldati, non del soggetto Cesare).
  4. haec: nom. sing. f., nom. e acc. plur. n.; huic: dat. sing.; illius: gen. sing.; hos: acc. plur. m.
  5. «Cesare in persona venne», «dice le stesse cose»; eundem.
  6. quem; cuius; quos; quibus.
  7. «Questo libro è mio, quello è tuo». / «Non l’ho visto, ma ho sentito la sua voce». / «Gli uomini che amano la virtù sono felici».
  8. Marcus se laudat. / Illo die. / Idem consul.