Grammatica latina

Le quattro coniugazioni: presente, imperfetto, futuro

Le quattro coniugazioni latine e la terza in -io: come riconoscerle dal paradigma, presente, imperfetto e futuro indicativo attivo, infinito e imperativo presente, con le trappole del futuro in -am, -es.

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20265 min di lettura

Grammatica latina › Indicativo presente, prima e seconda declinazione

Il verbo latino sembra una giungla, ma è più ordinato del nome. Le coniugazioni sono quattro, più un piccolo gruppo misto, e quasi tutte le forme si costruiscono con pochi pezzi: tema, eventuale vocale di raccordo, suffisso del tempo, desinenza personale. In questa lezione si lavora sul sistema del presente dell’indicativo attivo, cioè presente, imperfetto e futuro semplice. È la base su cui poi si appoggiano il perfetto, il passivo e i modi.

Il paradigma e l’infinito

Sul vocabolario un verbo si presenta con cinque voci, il paradigma: prima e seconda persona del presente, prima persona del perfetto, supino, infinito presente. La coniugazione si riconosce dall’infinito, guardando la vocale prima di -re e la sua quantità:

ConiugazioneParadigmaInfinitoSignificato
Iamo, amas, amavi, amatumamāreamare
IImoneo, mones, monui, monitummonēreavvertire
IIIlego, legis, legi, lectumlegĕreleggere
III in -iocapio, capis, cepi, captumcapĕreprendere
IVaudio, audis, audivi, auditumaudīreascoltare

Seconda e terza coniugazione si distinguono bene solo pronunciando l’infinito: monère ha l’accento sulla penultima, lègere sulla terzultima (vedi la lezione su pronuncia e accento). I verbi in -io della terza hanno la prima persona come quelli della quarta (capio, audio) ma l’infinito della terza (capere). Ne fanno parte, tra gli altri, facio, fugio, iacio, cupio, rapio, pario e i loro composti.

Le desinenze personali attive

Valgono per quasi tutti i tempi attivi tranne il perfetto: -o/-m, -s, -t, -mus, -tis, -nt. Il soggetto pronome si omette quasi sempre, perché è già nella desinenza: amamus basta a dire «noi amiamo».

Presente indicativo

IIIIIIIII in -ioIV
ioamomoneolegocapioaudio
tuamasmoneslegiscapisaudis
egliamatmonetlegitcapitaudit
noiamāmusmonēmuslegĭmuscapĭmusaudīmus
voiamātismonētislegĭtiscapĭtisaudītis
essiamantmonentleguntcapiuntaudiunt

Nella prima persona della prima coniugazione la vocale del tema si è fusa con la desinenza: da un antico *ama-o si è arrivati ad amo. Nella terza, tra tema e desinenza compare una vocale di raccordo, i o u (leg-i-t, leg-u-nt).

Imperfetto indicativo: il suffisso -ba-

L’imperfetto è il tempo più regolare di tutti. Al tema si aggiunge -ba-, preceduto da -e- (o -ie-) nella terza e nella quarta, e poi le desinenze, con -m alla prima persona.

IIIIIIIII in -ioIV
ioamābammonēbamlegēbamcapiēbamaudiēbam
tuamābāsmonēbāslegēbāscapiēbāsaudiēbās
egliamābatmonēbatlegēbatcapiēbataudiēbat
noiamābāmusmonēbāmuslegēbāmuscapiēbāmusaudiēbāmus
voiamābātismonēbātislegēbātiscapiēbātisaudiēbātis
essiamābantmonēbantlegēbantcapiēbantaudiēbant

Futuro semplice: due sistemi diversi

Qui le coniugazioni si dividono in due gruppi, ed è il punto su cui si sbaglia di più.

  • I e II usano il suffisso -b- con vocale di raccordo: -bo, -bis, -bit, -bimus, -bitis, -bunt.
  • III e IV usano -a- alla prima persona e -e- in tutte le altre: -am, -es, -et, -emus, -etis, -ent.
IIIIIIIII in -ioIV
ioamābomonēbolegamcapiamaudiam
tuamābismonēbislegēscapiēsaudiēs
egliamābitmonēbitlegetcapietaudiet
noiamābimusmonēbimuslegēmuscapiēmusaudiēmus
voiamābitismonēbitislegētiscapiētisaudiētis
essiamābuntmonēbuntlegentcapientaudient

Ora confrontate mones («tu avverti», presente) con leges («tu leggerai», futuro), oppure monet con leget. A vederle sembrano lo stesso tempo, ma non lo sono. Prima di tradurre una forma in -es, -et o -emus bisogna sapere a quale coniugazione appartiene il verbo, e il vocabolario lo dice subito.

Il verbo sum nei tre tempi

Sum è irregolare ma serve continuamente, anche come ausiliare del passivo:

PresenteImperfettoFuturo
iosumeramero
tueseraseris
egliesteraterit
noisumuseramuserimus
voiestiseratiseritis
essisunteranterunt

Imperativo presente

Ha solo la seconda persona singolare e plurale. Il singolare è il tema puro, il plurale aggiunge -te: ama, amate; mone, monete; lege, legite; cape, capite; audi, audite. Quattro verbi molto comuni hanno il singolare tronco: dic («di’»), duc («conduci»), fac («fa’»), fer («porta»). Il divieto si esprime con noli/nolite + infinito: noli timere, «non temere».

Esempi tradotti

Frasi costruite a scopo didattico:

  1. Magister fabulam narrat, discipuli audiunt. «Il maestro racconta una storia, gli allievi ascoltano».
  2. Olim agricolae in agris laborabant. «Un tempo i contadini lavoravano nei campi».
  3. Cras epistulam tuam legam. «Domani leggerò la tua lettera». Legam è futuro: lo conferma cras.
  4. Milites oppidum capient. «I soldati prenderanno la città».
  5. Audi, fili, et verba patris serva! «Ascolta, figlio, e conserva le parole di tuo padre!»

Errori da non fare

  • Tradurre leges o dicet come presenti. Nella terza e nella quarta coniugazione la e segnala il futuro.
  • Classificare il verbo dalla prima persona. Capio e audio sembrano uguali, ma il primo è della terza: guardate l’infinito.
  • Dimenticare che legam può essere anche congiuntivo presente. La forma della prima persona è identica; decidono il contesto e la sintassi.

Esercizi

Esercizi sui tre tempi dell’infectum e sull’imperativo. Ricordate che la coniugazione si riconosce dall’infinito, non dalla prima persona.

  1. Quale coniugazione? porto, -as, -avi, -atum, -are; moneo, -es, -ui, -itum, -ere; lego, -is, legi, lectum, legere; capio, -is, cepi, captum, capere; audio, -is, -ivi, -itum, -ire.
  2. Presente. Coniuga il presente indicativo di moneo e di capio.
  3. Imperfetto. Coniuga l’imperfetto indicativo di lego e di audio.
  4. Futuro. Coniuga il futuro di amo e di lego. Che cosa cambia tra i due?
  5. Riconoscimento. Indica persona, numero e tempo: laudabunt, legunt, legent, monebatis, audiam, capiunt.
  6. Imperativo. Scrivi l’imperativo presente, singolare e plurale, di porto, video, scribo, venio.
  7. Traduzione dal latino. Agricolae terram arant. / Puellae rosas portabant. / Discipuli magistrum audient. / Cras ad villam veniemus.
  8. Traduzione in latino. «Leggiamo libri» / «I servi lavoravano» / «Vedrete la strada» / «Ascolta, ragazza!»
Soluzioni
  1. porto 1ª; moneo 2ª; lego 3ª; capio 3ª in -io (mista); audio 4ª.
  2. moneo, mones, monet, monemus, monetis, monent; capio, capis, capit, capimus, capitis, capiunt.
  3. legebam, legebas, legebat, legebamus, legebatis, legebant; audiebam, audiebas, audiebat, audiebamus, audiebatis, audiebant.
  4. amabo, amabis, amabit, amabimus, amabitis, amabunt; legam, leges, leget, legemus, legetis, legent. La 1ª e la 2ª coniugazione usano il suffisso -b-, la 3ª e la 4ª -a-/-e-.
  5. laudabunt 3ª plur. futuro; legunt 3ª plur. presente; legent 3ª plur. futuro (non presente!); monebatis 2ª plur. imperfetto; audiam 1ª sing. futuro (la stessa forma è anche congiuntivo presente, che vedrete più avanti); capiunt 3ª plur. presente.
  6. porta, portate; vide, videte; scribe, scribite; veni, venite.
  7. «Gli agricoltori arano la terra». / «Le ragazze portavano rose». / «Gli alunni ascolteranno il maestro». / «Domani verremo alla villa».
  8. Libros legimus. / Servi laborabant. / Viam videbitis. / Audi, puella!