Il periodo ipotetico

Il periodo ipotetico latino: tipo della realtà, della possibilità e dell'irrealtà, con modi e tempi, le congiunzioni si, nisi, si non, sin, e un cenno al periodo ipotetico dipendente, con esempi tradotti.

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20264 min di lettura

Grammatica latina › Periodo ipotetico e discorso indiretto

Il periodo ipotetico è formato da due parti: la condizione, o protasi («se piove…»), e la conseguenza, o apodosi («…resto a casa»). Il latino distingue tre tipi secondo il giudizio di chi parla sulla condizione: presentata come un dato di fatto, come una possibilità, oppure come qualcosa che non è o non è stato. È lo stesso schema dell’italiano. Per questo, una volta riconosciuti modi e tempi, la traduzione segue quasi da sé.

I tre tipi

TipoProtasi e apodosiEsempioTraduzione
1. Realtà (oggettività)indicativo, qualsiasi tempoSi hoc dicis, erras.Se dici questo, sbagli.
2. Possibilitàcongiuntivo presente (o perfetto)Si hoc dicas, erres.Se dicessi questo, sbaglieresti.
3a. Irrealtà nel presentecongiuntivo imperfettoSi hoc diceres, errares.Se dicessi questo (ma non lo dici), sbaglieresti.
3b. Irrealtà nel passatocongiuntivo piuccheperfettoSi hoc dixisses, erravisses.Se avessi detto questo, avresti sbagliato.

Notate che in italiano il secondo e il terzo tipo nel presente hanno la stessa forma («se dicessi… sbaglieresti»). Il latino li distingue con il tempo del congiuntivo. Nel tradurre si può aggiungere qualcosa («per ipotesi», «ma non è così») solo se il contesto lo richiede davvero.

Nel primo tipo, se la protasi riguarda il futuro, il latino è più preciso dell’italiano: Si veneris, gaudebo, alla lettera «se sarai venuto, mi rallegrerò», cioè «se verrai, sarò contento». Il futuro anteriore indica che la condizione si compie prima della conseguenza.

Tipi misti

Protasi e apodosi non devono per forza appartenere allo stesso tipo. Il caso più frequente è l’irrealtà mista: Si tum hoc fecisses, nunc felix esses, «se allora avessi fatto questo, ora saresti felice».

Le congiunzioni

  • si, «se»;
  • nisi e ni, «se non, a meno che»: negano l’intera condizione, come eccezione. Nisi properaveris, sero advenies, «se non ti affretti, arriverai tardi»;
  • si non: nega una sola parola, spesso in contrasto con qualcos’altro. Si non vis, ego faciam, «se tu non vuoi, lo farò io»;
  • sin, sin autem: «se invece», per introdurre l’ipotesi opposta dopo un primo si;
  • dum, dummodo, modo + congiuntivo (negativo dum ne): «purché», cioè condizionali restrittive.

Una particolarità: possum, debeo, paene

Nell’irrealtà, i verbi che esprimono possibilità o dovere stanno spesso all’indicativo nell’apodosi: Si voluisses, potuisti vincere, «se avessi voluto, avresti potuto vincere». Lo stesso accade con paene, «quasi»: Pons sublicius iter paene hostibus dedit, ni unus vir fuisset, «il ponte Sublicio avrebbe quasi aperto la strada ai nemici, se non ci fosse stato un uomo solo» (Livio II, 10). In italiano si usa comunque il condizionale.

Il periodo ipotetico dipendente, in breve

Quando un periodo ipotetico dipende da un verbo, la protasi va sempre al congiuntivo secondo la consecutio. L’apodosi prende la forma richiesta dalla reggente: infinito in un’infinitiva, congiuntivo in una completiva o in un’interrogativa indiretta. Per l’irrealtà nell’infinitiva si usano forme fisse: -urum esse per il presente e -urum fuisse per il passato. Dico te, si hoc dixisses, erraturum fuisse, «dico che, se avessi detto questo, avresti sbagliato». Le altre combinazioni si incontrano di rado nelle versioni scolastiche. Conviene riconoscerle quando si presentano, partendo dalla protasi.

Esempi tradotti

Frasi costruite a scopo didattico:

  1. Si pecuniam habes, mihi commoda. «Se hai del denaro, prestamelo».
  2. Si quis hoc tibi dicat, num credas? «Se qualcuno ti dicesse questo, gli crederesti?»
  3. Nisi Romani fortiter pugnavissent, hostes urbem cepissent. «Se i Romani non avessero combattuto con coraggio, i nemici avrebbero preso la città».
  4. Si adesses, omnia tibi narrarem. «Se tu fossi qui, ti racconterei tutto».

Errori comuni

  • Tradurre il futuro anteriore della protasi con il futuro anteriore italiano. «Se sarai venuto» suona innaturale: basta «se verrai».
  • Confondere nisi e si non. In traduzione spesso coincidono, ma nisi ha il valore di eccezione («a meno che»).
  • Prendere il congiuntivo imperfetto per un tempo passato. Nel periodo ipotetico l’imperfetto indica l’irrealtà nel presente.

Esercizi

Il tipo di periodo ipotetico si riconosce dai modi e dai tempi della protasi: partite sempre da lì.

  1. Che tipo è? Si hoc dicis, erras. / Si hoc dicas, erres. / Si hoc diceres, errares. / Si hoc dixisses, erravisses.
  2. Trasformazione. Volgi Si venis, gaudeo negli altri tre tipi e traduci.
  3. Il futuro anteriore. Traduci in buon italiano: Si veneris, gaudebo. / Nisi properaveris, sero advenies.
  4. Nisi, si non, sin. Completa: ___ vis, ego faciam («se tu non vuoi»); Si venies, gaudebo; ___ manebis, dolebo («se invece»).
  5. Tipo misto. Traduci: Si tum hoc fecisses, nunc felix esses.
  6. Indicativo nell’irrealtà. Traduci: Si voluisses, potuisti vincere.
  7. Traduzione dal latino. Nisi Romani fortiter pugnavissent, hostes urbem cepissent. / Si adesses, omnia tibi narrarem. / Dum ne quid temere agas, proficiscere.
  8. Traduzione in latino. «Se piove, restiamo a casa» (pluit) / «Se fossi stato prudente, non avresti sbagliato» / «Se avessi denaro (ora), comprerei una casa».
Soluzioni
  1. Realtà; possibilità; irrealtà nel presente; irrealtà nel passato.
  2. Si venias, gaudeam «se venissi, sarei contento» (possibilità); Si venires, gauderem «se venissi (ma non vieni), sarei contento» (irrealtà nel presente); Si venisses, gavisus essem «se fossi venuto, sarei stato contento» (irrealtà nel passato; gaudeo è semideponente).
  3. «Se verrai, sarò contento». / «Se non ti affretti, arriverai tardi».
  4. Si non; sin (o sin autem).
  5. «Se allora avessi fatto questo, ora saresti felice».
  6. «Se avessi voluto, avresti potuto vincere».
  7. «Se i Romani non avessero combattuto con coraggio, i nemici avrebbero preso la città». / «Se tu fossi qui, ti racconterei tutto». / «Parti pure, purché tu non faccia niente alla leggera».
  8. Si pluit, domi manemus. / Si prudens fuisses, non erravisses. / Si pecuniam haberem, domum emerem.