Grammatica latina › Periodo ipotetico e discorso indiretto
Gli storici latini, Cesare e Livio in testa, amano riferire i discorsi dei personaggi in forma indiretta. Pagine intere di De bello Gallico sono in oratio obliqua: nessuna virgoletta, tutto dipende da un dixit o respondit espresso all’inizio, o anche solo sottinteso. Per tradurle servono poche regole. Bisogna sapere che cosa succede ai modi, ai tempi e alle persone.
I modi
| Nel discorso diretto | Nel discorso indiretto |
|---|---|
| principale enunciativa (indicativo) | infinitiva (accusativo + infinito) |
| principale volitiva (imperativo, congiuntivo esortativo) | congiuntivo, negazione ne |
| domanda reale | congiuntivo |
| domanda retorica (che vale come un’affermazione) | infinitiva |
| tutte le subordinate | congiuntivo, secondo la consecutio |
Le subordinate restano all’indicativo solo quando contengono un’osservazione di chi scrive e non del personaggio.
I tempi
Gli infiniti seguono il rapporto cronologico (presente, perfetto, futuro), come in ogni infinitiva. I congiuntivi seguono la consecutio rispetto al verbo che introduce il discorso. Dato che di solito è un tempo storico (dixit, respondit), il discorso indiretto è pieno di congiuntivi imperfetti e piuccheperfetti. Anche le subordinate che nel diretto avevano il presente passano dunque all’imperfetto.
Pronomi, persone, avverbi
- la prima persona (chi parla) diventa riflessivo: ego → se, nos → se, meus e noster → suus;
- la seconda persona (chi ascolta) diventa ille o is: tu → ille, tuus → illius o eius;
- hic diventa ille o is;
- gli avverbi si spostano dal «qui e ora» al «là e allora»: nunc → tum, hodie → illo die, heri → pridie, cras → postridie, hic («qui») → ibi.
Un esempio passo per passo
Frase costruita a scopo didattico. Gli ambasciatori parlano al console:
diretto: «Nos pacem petimus. Tu, si nobis credis, obsides accipe: nam hodie arma tradere parati sumus.»
«Noi chiediamo la pace. Tu, se ci credi, accetta degli ostaggi: oggi infatti siamo pronti a consegnare le armi».
indiretto: Legati dixerunt se pacem petere; ille, si sibi crederet, obsides acciperet: nam illo die se arma tradere paratos esse.
Che cosa è cambiato: petimus, enunciativa, è diventato un’infinitiva (se pacem petere). L’imperativo accipe è passato al congiuntivo acciperet. La subordinata si credis è al congiuntivo imperfetto (si crederet) per la consecutio dopo dixerunt. Tu è diventato ille, nobis → sibi, hodie → illo die. Notate infine il plurale paratos: concorda con se, cioè con gli ambasciatori che parlano.
In italiano si può tradurre in forma indiretta («dissero che chiedevano la pace; che egli, se credeva loro, accettasse degli ostaggi…»). Quando il periodo si fa troppo pesante, si può anche tornare al discorso diretto tra virgolette. È una scelta legittima, purché si rispettino persone e tempi.
Esempi tradotti
Frasi costruite a scopo didattico:
- Respondit se id quod rogarent facturum esse. «Rispose che avrebbe fatto ciò che chiedevano».
- Imperator militibus dixit ne animos demitterent. «Il comandante disse ai soldati di non perdersi d’animo».
- Quaesivit cur ad se venissent. «Chiese perché fossero venuti da lui».
Errori frequenti
- Riferire se e suus al soggetto grammaticale più vicino. Nel discorso indiretto rimandano a chi parla.
- Tradurre come concessive o finali i congiuntivi indipendenti dell’obliqua. Un acciperet isolato riporta un ordine: «accettasse», «che accettasse».
- Perdere il filo del soggetto. Prima di tradurre, segnate chi parla e a chi.
Esercizi
Esercizi di trasformazione, in un senso e nell’altro. Prima di cominciare, chiedetevi sempre chi parla e a chi.
- Le regole dei modi. Nel discorso indiretto che cosa diventano: un’enunciativa principale, un imperativo, una domanda reale, una subordinata?
- Pronomi. Trasforma per il discorso indiretto: ego, nos, meus, tu, tuus, hic.
- Avverbi. Trasforma: nunc, hodie, heri, cras, hic («qui»).
- Enunciative. Volgi in discorso indiretto dopo Dixit: «Hostes vicimus.» / «Cras proficiscar.»
- Ordini. Volgi in discorso indiretto dopo Imperavit: «Arma capite!» / «Ne timueritis!»
- Domande. Volgi in discorso indiretto dopo Quaesivit: «Cur venistis?»
- Traduzione dal latino. Respondit se id quod rogarent facturum esse. / Imperator militibus dixit ne animos demitterent. / Legati dixerunt se illo die domum redituros esse.
- Dal discorso indiretto al diretto. Riporta al discorso diretto: Dixit se aegrum esse neque venire posse.
Soluzioni
- L’enunciativa diventa un’infinitiva; l’imperativo diventa un congiuntivo (negazione ne); la domanda reale va al congiuntivo; la subordinata va al congiuntivo secondo la consecutio.
- se, se, suus, ille (o is), illius (o eius), ille (o is).
- tum, illo die, pridie, postridie, ibi.
- Dixit se hostes vicisse. / Dixit se postridie profecturum esse.
- Imperavit ut arma caperent. / Imperavit ne timerent.
- Quaesivit cur venissent.
- «Rispose che avrebbe fatto ciò che chiedevano». / «Il comandante disse ai soldati di non perdersi d’animo». / «Gli ambasciatori dissero che quel giorno sarebbero tornati a casa».
- «Aeger sum neque venire possum.» «Sono malato e non posso venire».