Grammatica latina

La seconda declinazione

La seconda declinazione latina: genitivo in -i, nomi in -us, -er e -um con paradigmi completi (dominus, puer, ager, templum), vocativo, regola dei neutri, femminili ed eccezioni.

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20264 min di lettura

Grammatica latina › Indicativo presente, prima e seconda declinazione

Se la prima declinazione è quella delle rose e delle fanciulle, la seconda è quella dei domini, dei servi e delle guerre. Raccoglie tantissimi nomi di uso quotidiano e introduce un genere che l’italiano ha perso, il neutro. Il segno di riconoscimento è il genitivo singolare in -i: dominus, -i; puer, pueri; templum, -i.

Tre tipi di nominativo

I nomi della seconda declinazione escono al nominativo in tre modi: -us (quasi tutti maschili), -er (maschili) e -um (neutri). Le desinenze degli altri casi sono quasi uguali per tutti.

Casomaschile in -usmaschile in -ermaschile in -erneutro in -um
Nom. sing.dominuspueragertemplum
Gen.dominīpuerīagrītemplī
Dat.dominōpuerōagrōtemplō
Acc.dominumpuerumagrumtemplum
Voc.dominepueragertemplum
Abl.dominōpuerōagrōtemplō
Nom. plur.dominīpuerīagrītempla
Gen.dominōrumpuerōrumagrōrumtemplōrum
Dat.dominīspuerīsagrīstemplīs
Acc.dominōspuerōsagrōstempla
Voc.dominīpuerīagrītempla
Abl.dominīspuerīsagrīstemplīs

Puer e ager: la e che resta e la e che cade

I nomi in -er sono di due tipi. Alcuni conservano la e in tutti i casi, come puer, pueri; altri la perdono fuori dal nominativo e dal vocativo singolare, come ager, agri. Non c’è modo di dedurlo dal nominativo: lo dice il genitivo del vocabolario.

  • conservano la e: puer («fanciullo»), gener («genero»), socer («suocero»), vesper («sera»), il plurale liberi, -orum («figli») e i composti in -fer e -ger come signifer («portainsegne») e armiger («scudiero»);
  • perdono la e: ager, agri («campo»), liber, libri («libro»), magister, magistri («maestro»), minister, ministri («servitore»), faber, fabri («artigiano»).

Si declina come puer anche vir, viri («uomo»), l’unico nome in -ir, con i suoi composti come triumvir. Attenzione a tre parole che si somigliano: libri («dei libri, i libri»), liberi («i figli») e l’aggettivo liber, libera, liberum («libero»).

La regola dei neutri

Ricordatela bene, perché vale per tutte le declinazioni: nei neutri nominativo, accusativo e vocativo hanno la stessa forma, e al plurale escono in -a. Templa non è un femminile singolare: è il nominativo o l’accusativo plurale di templum. Chi traduce bella con «belle» invece che con «le guerre» è caduto nella trappola più antica del latino.

C’è un vantaggio pratico. Quando un neutro è soggetto, il nominativo coincide con l’accusativo, e allora decide il verbo: in Templa vident («vedono i templi») templa è oggetto, perché il soggetto è contenuto in vident.

Il vocativo

La seconda declinazione è l’unica che ha un vocativo diverso dal nominativo, e solo per i nomi in -us. La regola è -us → -e: domine, «o padrone»; serve, «o servo». I nomi in -ius (soprattutto nomi propri, più filius) fanno il vocativo in -ī: Antoni, fili. L’aggettivo meus ha il vocativo mi: mi fili, «figlio mio». Deus fa deus.

Femminili, neutri in -us e altri casi particolari

  • Sono femminili, pur uscendo in -us, i nomi di albero (pirus, «pero»; fagus, «faggio»; pōpulus, «pioppo»), molti nomi di città, isole e regioni (Corinthus, Rhodus, Aegyptus) e humus, «terra». Perciò alta fagus, «un alto faggio».
  • Sono neutri in -us tre nomi: vulgus («popolino»), virus («veleno»), pelagus («mare aperto»).
  • Deus ha al plurale forme doppie: nominativo dei, dii o di, dativo e ablativo deis, diis o dis.
  • Nei nomi in -ius e -ium il genitivo singolare classico è -ii (filii, consilii), ma nei testi più antichi e in poesia si trova anche -ī.
  • Locativo: Corinthi, «a Corinto»; humi, «a terra».

Esempi tradotti

Frasi costruite a scopo didattico:

  1. Dominus servos in agrum mittit. «Il padrone manda i servi nel campo».
  2. Pueri in horto ludunt. «I ragazzi giocano nell’orto».
  3. Magister discipulis libros dat. «Il maestro dà i libri agli allievi». Discipulis è dativo, libros accusativo.
  4. Templa deorum antiqua sunt. «I templi degli dèi sono antichi». Templa è nominativo neutro plurale, soggetto.
  5. Mi fili, verba magistri audi! «Figlio mio, ascolta le parole del maestro!»

Dove si sbaglia

  • Leggere -a come femminile singolare nei neutri plurali (templa, bella, verba).
  • Confondere -ī genitivo singolare con -ī nominativo plurale. Domini può essere l’uno o l’altro; di solito il verbo scioglie il dubbio.
  • Dimenticare che -o vale sia per il dativo sia per l’ablativo. Cum domino è ablativo, per via della preposizione; domino pareo, «obbedisco al padrone», è dativo.

La terza declinazione è più varia: nominativi diversi tra loro, temi che bisogna ricavare dal genitivo e tre gruppi di parole.

Esercizi

Con la seconda declinazione arriva il neutro: metà degli esercizi lo mette alla prova.

  1. Declinazione. Declina dominus, -i e templum, -i.
  2. Nomi in -er. Scrivi genitivo singolare, accusativo singolare e genitivo plurale di puer, pueri e ager, agri.
  3. Vocativo. Forma il vocativo: servus, filius, Marcus, Antonius, deus, puer.
  4. Riconoscimento. Indica caso e numero (tutte le possibilità): bella, agris, viro, templa, domini.
  5. Attenzione al genere. Di che genere sono fagus, Corinthus, vulgus, pōpulus («pioppo»)?
  6. Desinenze. Completa: Domin__ serv__ vocat (nom. sing.; acc. plur.); Pueri in hort__ ludunt (abl. sing.); Templ__ deorum magna sunt (nom. plur.).
  7. Traduzione dal latino. Magister pueris fabulas narrat. / Agricolae agros arant. / Mi fili, verba amici audi! / Bella populis multas lacrimas dant.
  8. Traduzione in latino. «I servi del padrone lavorano nei campi» / «Il ragazzo vede i doni degli dèi» (donum, -i).
Soluzioni
  1. dominus, domini, domino, dominum, domine, domino; plur. domini, dominorum, dominis, dominos, domini, dominis. templum, templi, templo, templum, templum, templo; plur. templa, templorum, templis, templa, templa, templis.
  2. pueri, puerum, puerorum; agri, agrum, agrorum.
  3. serve, fili, Marce, Antoni, deus, puer.
  4. bella: nom., acc., voc. plurale (di bellum); agris: dat. e abl. plurale; viro: dat. e abl. singolare; templa: nom., acc., voc. plurale; domini: gen. singolare, nom. e voc. plurale.
  5. Femminili fagus (albero), Corinthus (città), pōpulus (albero); neutro vulgus.
  6. Dominus servos vocat; in horto; Templa.
  7. «Il maestro racconta storie ai ragazzi». / «Gli agricoltori arano i campi». / «Figlio mio, ascolta le parole dell’amico!» / «Le guerre portano molte lacrime ai popoli».
  8. Servi domini in agris laborant. / Puer dona deorum videt.