Grammatica latina

Un metodo per tradurre

Un metodo pratico per tradurre una versione latina: lettura del contesto, individuazione dei verbi, divisione del periodo, analisi dei casi, uso intelligente del vocabolario, revisione dell'italiano. Con un esempio svolto passo per passo.

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20264 min di lettura

Grammatica latina › Metodo di traduzione

Nessun metodo trasforma una versione difficile in una facile. Un buon metodo però evita gli errori stupidi, quelli che nascono dalla fretta, e fa risparmiare tempo sul vocabolario. Quello che segue è il procedimento che consiglierei a chiunque, dal primo anno alla maturità. Va adattato al proprio modo di lavorare, ma nessuno dei passaggi va saltato.

1. Prima di aprire il vocabolario

Leggete il titolo e l’eventuale introduzione in italiano: spesso dicono chi parla, dove e di che cosa. Poi leggete tutto il testo latino, anche se non lo capite. Segnate le parole che riconoscete senza vocabolario, i nomi propri e i numeri. In cinque minuti si capisce già se si tratta di una battaglia, di un aneddoto o di una riflessione morale, e questo aiuterà a scegliere i significati giusti.

2. Trovate i verbi

Ogni proposizione ha un verbo, espresso o sottinteso (di solito est o sunt). Sottolineate tutti i verbi di modo finito e cerchiate infiniti e participi. Il numero dei verbi finiti vi dice quante proposizioni ci sono.

3. Dividete il periodo

Ora mettete i confini tra le proposizioni. Aiutano molto:

  • le congiunzioni subordinanti (ut, cum, quod, si, ne, postquam);
  • i pronomi relativi (qui, quae, quod) e gli interrogativi;
  • la punteggiatura delle edizioni moderne;
  • i blocchi participiali, soprattutto gli ablativi assoluti, da chiudere tra parentesi.

Individuate la proposizione principale, quella con il verbo all’indicativo che non dipende da nessuna congiunzione. Tutto il resto le ruota intorno.

4. Analizzate la principale

Partite dal verbo: persona, numero, tempo, diatesi. Poi cercate il soggetto, cioè un nominativo che concordi in numero con il verbo; se non c’è, è sottinteso. Se il verbo è transitivo, cercate l’oggetto in accusativo. Gli altri casi vengono dopo. Per le forme ambigue scrivete accanto tutte le possibilità (rosae: gen./dat. sing., nom. plur.) e scartate quelle incompatibili.

5. Usate il vocabolario con criterio

Si cerca il lemma, non la forma: tulerunt si trova sotto fero, itineribus sotto iter. Prima di scegliere un significato leggete tutta la voce, compresi gli esempi e le locuzioni fraseologiche. Molti verbi cambiano completamente senso con un certo complemento: consulere aliquem è «consultare qualcuno», consulere alicui «provvedere a qualcuno». Il primo significato elencato non è necessariamente quello giusto.

6. Prima la traduzione fedele, poi l’italiano

Scrivete prima una versione aderente alla struttura latina, anche brutta, che vi assicuri di aver capito ogni parola. Poi riscrivetela in un italiano naturale: si può sciogliere un participio in una subordinata, cambiare l’ordine delle parole, rendere un passivo con un attivo. Si può cambiare la forma, ma il contenuto deve restare lo stesso.

7. Ricontrollate

  • Ogni parola latina ha il suo corrispondente nella traduzione?
  • I tempi italiani sono coerenti tra loro, per esempio passato remoto nel racconto?
  • I soggetti sottintesi sono chiari? Se in italiano non si capisce chi fa che cosa, aggiungete il nome.
  • Rileggete l’italiano da solo, senza guardare il latino: suona come un testo scritto da una persona?

Un esempio svolto

Testo costruito per l’esercizio:

Caesar, cognito hostium consilio, legionem quae in castris erat ad flumen misit, ut pontem defenderet.

  1. Verbi finiti: erat, misit, defenderet. Le proposizioni sono tre, più un blocco participiale (cognito).
  2. Divisione: cognito hostium consilio è un ablativo assoluto; quae in castris erat è una relativa; ut pontem defenderet è una finale (congiuntivo imperfetto dopo un tempo storico, nessun correlativo). Resta la principale: Caesar legionem ad flumen misit.
  3. Principale: misit, perfetto di mitto, 3ª singolare. Soggetto Caesar, oggetto legionem, moto a luogo ad flumen. «Cesare mandò la legione al fiume».
  4. Il resto: «conosciuto il piano dei nemici»; «che si trovava nell’accampamento»; «perché difendesse il ponte».
  5. Italiano finale: «Venuto a conoscenza del piano dei nemici, Cesare mandò al fiume la legione che si trovava nell’accampamento, perché difendesse il ponte».

Gli errori di metodo più comuni

  • Cercare le parole una per una, nell’ordine in cui compaiono, prima di aver capito la struttura. Si perde tempo e si finisce per scegliere significati a caso.
  • Prendere come soggetto il primo nome della frase. Decidono le desinenze, non la posizione.
  • Inventare per far tornare il senso. Se una frase non torna, di solito c’è una forma analizzata male: tornate al punto 4.

Per ripassare i costrutti che si incontrano più spesso, partite dall’indice della grammatica latina.

Esercizi

Qui non si tratta di imparare forme nuove. Gli esercizi applicano i sette passaggi del metodo a frasi costruite, sempre più complesse.

  1. Trova i verbi. Sottolinea i verbi di modo finito e conta le proposizioni: Milites, qui in castris erant, cum hostes appropinquare vidissent, arma ceperunt.
  2. Trova la principale. Nella stessa frase, qual è la proposizione principale?
  3. Soggetto e oggetto. Indica soggetto e complemento oggetto: Legatos ad consulem Galli miserunt.
  4. Il lemma. Sotto quale voce del vocabolario cerchi tulerunt, itineribus, maiores, ceperant, viribus?
  5. Blocchi participiali. Isola l’ablativo assoluto e traducilo: Caesar, exploratoribus praemissis, castra movit.
  6. Dividere il periodo. Dividi in proposizioni e indicane il tipo: Dux, ut hostes vidit, milites hortatus est ut fortiter pugnarent.
  7. Dalla traduzione fedele all’italiano. Scrivi prima una traduzione letterale, poi una in buon italiano: Caesari nuntiatum est hostes flumen transire.
  8. Versione breve. Traduci: Galli, cum oppidum defendere non possent, legatos ad Caesarem miserunt qui pacem peterent. Caesar, obsidibus acceptis, eos in fidem recepit.
Soluzioni
  1. erant, vidissent, ceperunt: tre proposizioni. Appropinquare è un infinito, dipende da vidissent.
  2. Milites… arma ceperunt.
  3. Soggetto Galli; oggetto legatos.
  4. fero; iter; maior (comparativo di magnus; al plurale maiores significa anche «gli antenati»); capio; vis.
  5. exploratoribus praemissis: «mandati avanti gli esploratori». «Cesare, mandati avanti gli esploratori, mosse il campo».
  6. Dux… milites hortatus est: principale; ut hostes vidit: temporale (ut + indicativo, «non appena»); ut fortiter pugnarent: completiva volitiva. «Il comandante, non appena vide i nemici, esortò i soldati a combattere con coraggio».
  7. Letterale: «A Cesare fu annunciato i nemici attraversare il fiume». In italiano: «Fu annunciato a Cesare che i nemici stavano attraversando il fiume».
  8. «I Galli, non potendo difendere la città, mandarono ambasciatori da Cesare a chiedere la pace. Cesare, ricevuti gli ostaggi, li accolse sotto la sua protezione».