Grammatica latina

Comparativo, superlativo e complemento di paragone

Comparativo e superlativo in latino: formazione in -ior/-ius e -issimus, il secondo termine con quam o in ablativo, superlativi in -errimus e -illimus, comparativi irregolari (melior, peior, maior, minor, plus) e usi da non sbagliare.

Aula del SapereAggiornato il 9 Ottobre 20265 min di lettura

Grammatica latina › I complementi

«Più alto», «altissimo», «il più alto di tutti»: l’italiano ci arriva con avverbi e suffissi, il latino con desinenze apposite. I gradi dell’aggettivo sono tre: positivo (altus, «alto»), comparativo (altior, «più alto») e superlativo (altissimus, «altissimo, il più alto»). Il meccanismo è regolare. Le insidie stanno negli irregolari, che sono pochi ma frequentissimi, e nel modo di esprimere il secondo termine di paragone.

Il comparativo di maggioranza

Si forma aggiungendo al tema del positivo -ior per il maschile e il femminile e -ius per il neutro. Il tema si ricava dal genitivo: altus, alti → alt-ior; fortis → fort-ior; felix, felicis → felic-ior; acer, acris → acr-ior.

Il comparativo segue la terza declinazione, ma del primo gruppo: ablativo in -e, genitivo plurale in -um, neutro plurale in -a. Proprio il contrario di quanto ci si aspetterebbe dopo aver studiato fortis.

CasoMaschile e femminileNeutro
Nom. / Voc. sing.altioraltius
Gen.altiōrisaltiōris
Dat.altiōrīaltiōrī
Acc.altiōremaltius
Abl.altiōrealtiōre
Nom. / Acc. / Voc. plur.altiōrēsaltiōra
Gen.altiōrumaltiōrum
Dat. / Abl.altiōribusaltiōribus

Il secondo termine di paragone

«Marco è più alto di Paolo»: per «di Paolo» il latino ha due possibilità.

  • quam + lo stesso caso del primo termine, sempre possibile: Marcus altior est quam Paulus.
  • ablativo semplice (ablativo di paragone), usato soprattutto quando il primo termine è al nominativo o all’accusativo: Marcus Paulo altior est.

Le due frasi, costruite per l’esempio, significano la stessa cosa. Un esempio d’autore con l’ablativo si trova nella Vulgata: melior est canis vivus leone mortuo, «è meglio un cane vivo che un leone morto» (Ecclesiaste 9, 4).

Uguaglianza e minoranza

Non hanno forme proprie. Si usano avverbi: tam altus quam, «tanto alto quanto», per l’uguaglianza; minus altus quam, «meno alto di», per la minoranza.

Il comparativo assoluto

Senza secondo termine, il comparativo indica una qualità presente in misura notevole o eccessiva: «piuttosto», «troppo», «alquanto». Cicerone, nel Cato maior (55), scrive senectus est natura loquacior: «la vecchiaia è per natura piuttosto loquace». Tradurre «più loquace» lascerebbe il lettore a chiedersi: più di chi?

Per rafforzare un comparativo si usa multo, «di molto»: multo altior, «molto più alto».

Il superlativo

La regola generale è tema + -issimus, -issima, -issimum, con la declinazione di bonus: altissimus, fortissimus, felicissimus, prudentissimus. Ci sono due gruppi speciali:

  • gli aggettivi in -er aggiungono -rimus al nominativo maschile: pulcher → pulcherrimus, acer → acerrimus, miser → miserrimus, celer → celerrimus;
  • sei aggettivi in -lis hanno -limus, con la l raddoppiata: facilis → facillimus, difficilis → difficillimus, similis → simillimus, dissimilis → dissimillimus, gracilis → gracillimus, humilis → humillimus. Gli altri in -lis sono regolari: utilis → utilissimus.

Il superlativo latino si traduce in due modi. È assoluto quando non c’è un termine di confronto: mons altissimus, «un monte altissimo». È relativo quando si sceglie all’interno di un gruppo, espresso con il genitivo partitivo, con e/ex + ablativo o con inter + accusativo: altissimus omnium montium, «il più alto di tutti i monti». Quam davanti al superlativo vuol dire «il più possibile»: quam celerrime, «il più velocemente possibile». Longe rafforza: longe fortissimus, «di gran lunga il più forte».

Gli irregolari

Sono i più usati, quindi vanno imparati a memoria, come in italiano «buono, migliore, ottimo».

PositivoComparativoSuperlativo
bonus, «buono»melior, meliusoptimus
malus, «cattivo»peior, peiuspessimus
magnus, «grande»maior, maiusmaximus
parvus, «piccolo»minor, minusminimus
multus, «molto»plus (neutro sing.); plures, plura (plur.)plurimus

Plus al singolare è un nome neutro e regge il genitivo: plus pecuniae, «più denaro». Al plurale diventa aggettivo: plures milites, «più soldati»; genitivo plurium.

Alcuni comparativi e superlativi derivano da preposizioni o avverbi e non hanno un positivo vero e proprio, o ne hanno uno raro: superior → supremus o summus; inferior → infimus o imus; exterior → extremus; interior → intimus; prior → primus; ulterior → ultimus. Gli aggettivi in -eus, -ius, -uus formano i gradi con magis e maxime: idoneus, magis idoneus, maxime idoneus.

Esempi tradotti

Frasi costruite, tranne dove indicato:

  1. Via Appia longior est quam via Latina. «La via Appia è più lunga della via Latina».
  2. Nihil est virtute pulchrius. «Niente è più bello della virtù». Ablativo di paragone; pulchrius è neutro perché concorda con nihil.
  3. Caesar fortissimus omnium ducum erat. «Cesare era il più valoroso di tutti i comandanti».
  4. Milites quam celerrime ad castra redeunt. «I soldati tornano all’accampamento il più velocemente possibile».

Trappole

  • Altius può essere due cose: il comparativo neutro dell’aggettivo («più alto», riferito a un neutro) o il comparativo dell’avverbio («più in alto»). Bisogna guardare se concorda con un nome.
  • Maior non è sempre «maggiore». Spesso vuol dire «più grande» di dimensioni o «più anziano»; maiores, al plurale, sono «gli antenati».
  • Declinare il comparativo come fortis. L’ablativo è altiore e il genitivo plurale è altiorum, senza -i-.
  • Tradurre sempre il superlativo come relativo. Senza un gruppo di confronto, vir doctissimus è «un uomo dottissimo», non «l’uomo più dotto».

Esercizi

Forme regolari, irregolari e secondo termine di paragone: tre blocchi, in quest’ordine.

  1. Gradi regolari. Scrivi comparativo e superlativo: altus, fortis, felix, pulcher, facilis, acer.
  2. Irregolari. Comparativo e superlativo di bonus, malus, magnus, parvus, multus.
  3. Declinazione. Declina al singolare altior, altius. Qual è l’ablativo singolare?
  4. Il secondo termine. Traduci in due modi: «Marco è più alto di Paolo»; «Niente è più dolce della patria».
  5. Superlativo relativo. In latino: «il più alto dei monti», «la più saggia di tutte».
  6. Uguaglianza, minoranza, comparativo assoluto. In latino: «tanto alto quanto», «meno alto di». Traduci Iter longius erat.
  7. Traduzione dal latino. Ferrum utilius est quam aurum. / Hic mons multo altior est illo. / Caesar fortissimus omnium ducum erat.
  8. Traduzione in latino. «Il leone è più forte del cane» (due modi) / «una città bellissima» / «una strada facilissima».
Soluzioni
  1. altior, altissimus; fortior, fortissimus; felicior, felicissimus; pulchrior, pulcherrimus; facilior, facillimus; acrior, acerrimus.
  2. melior, optimus; peior, pessimus; maior, maximus; minor, minimus; plus, plurimus.
  3. M. e f.: altior, altioris, altiori, altiorem, altior, altiore; n.: altius, altioris, altiori, altius, altius, altiore. Ablativo in -e: altiore.
  4. Marcus altior est quam Paulus / Marcus Paulo altior est. Nihil dulcius est quam patria / Nihil dulcius est patria.
  5. altissimus montium (o ex montibus); sapientissima omnium.
  6. tam altus quam; minus altus quam. «Il cammino era piuttosto lungo» (o «troppo lungo»).
  7. «Il ferro è più utile dell’oro». / «Questo monte è molto più alto di quello». / «Cesare era il più coraggioso di tutti i comandanti».
  8. Leo fortior est quam canis / Leo cane fortior est; urbs pulcherrima; via facillima.