Grammatica latina › I complementi
«Più alto», «altissimo», «il più alto di tutti»: l’italiano ci arriva con avverbi e suffissi, il latino con desinenze apposite. I gradi dell’aggettivo sono tre: positivo (altus, «alto»), comparativo (altior, «più alto») e superlativo (altissimus, «altissimo, il più alto»). Il meccanismo è regolare. Le insidie stanno negli irregolari, che sono pochi ma frequentissimi, e nel modo di esprimere il secondo termine di paragone.
Il comparativo di maggioranza
Si forma aggiungendo al tema del positivo -ior per il maschile e il femminile e -ius per il neutro. Il tema si ricava dal genitivo: altus, alti → alt-ior; fortis → fort-ior; felix, felicis → felic-ior; acer, acris → acr-ior.
Il comparativo segue la terza declinazione, ma del primo gruppo: ablativo in -e, genitivo plurale in -um, neutro plurale in -a. Proprio il contrario di quanto ci si aspetterebbe dopo aver studiato fortis.
| Caso | Maschile e femminile | Neutro |
|---|---|---|
| Nom. / Voc. sing. | altior | altius |
| Gen. | altiōris | altiōris |
| Dat. | altiōrī | altiōrī |
| Acc. | altiōrem | altius |
| Abl. | altiōre | altiōre |
| Nom. / Acc. / Voc. plur. | altiōrēs | altiōra |
| Gen. | altiōrum | altiōrum |
| Dat. / Abl. | altiōribus | altiōribus |
Il secondo termine di paragone
«Marco è più alto di Paolo»: per «di Paolo» il latino ha due possibilità.
- quam + lo stesso caso del primo termine, sempre possibile: Marcus altior est quam Paulus.
- ablativo semplice (ablativo di paragone), usato soprattutto quando il primo termine è al nominativo o all’accusativo: Marcus Paulo altior est.
Le due frasi, costruite per l’esempio, significano la stessa cosa. Un esempio d’autore con l’ablativo si trova nella Vulgata: melior est canis vivus leone mortuo, «è meglio un cane vivo che un leone morto» (Ecclesiaste 9, 4).
Uguaglianza e minoranza
Non hanno forme proprie. Si usano avverbi: tam altus quam, «tanto alto quanto», per l’uguaglianza; minus altus quam, «meno alto di», per la minoranza.
Il comparativo assoluto
Senza secondo termine, il comparativo indica una qualità presente in misura notevole o eccessiva: «piuttosto», «troppo», «alquanto». Cicerone, nel Cato maior (55), scrive senectus est natura loquacior: «la vecchiaia è per natura piuttosto loquace». Tradurre «più loquace» lascerebbe il lettore a chiedersi: più di chi?
Per rafforzare un comparativo si usa multo, «di molto»: multo altior, «molto più alto».
Il superlativo
La regola generale è tema + -issimus, -issima, -issimum, con la declinazione di bonus: altissimus, fortissimus, felicissimus, prudentissimus. Ci sono due gruppi speciali:
- gli aggettivi in -er aggiungono -rimus al nominativo maschile: pulcher → pulcherrimus, acer → acerrimus, miser → miserrimus, celer → celerrimus;
- sei aggettivi in -lis hanno -limus, con la l raddoppiata: facilis → facillimus, difficilis → difficillimus, similis → simillimus, dissimilis → dissimillimus, gracilis → gracillimus, humilis → humillimus. Gli altri in -lis sono regolari: utilis → utilissimus.
Il superlativo latino si traduce in due modi. È assoluto quando non c’è un termine di confronto: mons altissimus, «un monte altissimo». È relativo quando si sceglie all’interno di un gruppo, espresso con il genitivo partitivo, con e/ex + ablativo o con inter + accusativo: altissimus omnium montium, «il più alto di tutti i monti». Quam davanti al superlativo vuol dire «il più possibile»: quam celerrime, «il più velocemente possibile». Longe rafforza: longe fortissimus, «di gran lunga il più forte».
Gli irregolari
Sono i più usati, quindi vanno imparati a memoria, come in italiano «buono, migliore, ottimo».
| Positivo | Comparativo | Superlativo |
|---|---|---|
| bonus, «buono» | melior, melius | optimus |
| malus, «cattivo» | peior, peius | pessimus |
| magnus, «grande» | maior, maius | maximus |
| parvus, «piccolo» | minor, minus | minimus |
| multus, «molto» | plus (neutro sing.); plures, plura (plur.) | plurimus |
Plus al singolare è un nome neutro e regge il genitivo: plus pecuniae, «più denaro». Al plurale diventa aggettivo: plures milites, «più soldati»; genitivo plurium.
Alcuni comparativi e superlativi derivano da preposizioni o avverbi e non hanno un positivo vero e proprio, o ne hanno uno raro: superior → supremus o summus; inferior → infimus o imus; exterior → extremus; interior → intimus; prior → primus; ulterior → ultimus. Gli aggettivi in -eus, -ius, -uus formano i gradi con magis e maxime: idoneus, magis idoneus, maxime idoneus.
Esempi tradotti
Frasi costruite, tranne dove indicato:
- Via Appia longior est quam via Latina. «La via Appia è più lunga della via Latina».
- Nihil est virtute pulchrius. «Niente è più bello della virtù». Ablativo di paragone; pulchrius è neutro perché concorda con nihil.
- Caesar fortissimus omnium ducum erat. «Cesare era il più valoroso di tutti i comandanti».
- Milites quam celerrime ad castra redeunt. «I soldati tornano all’accampamento il più velocemente possibile».
Trappole
- Altius può essere due cose: il comparativo neutro dell’aggettivo («più alto», riferito a un neutro) o il comparativo dell’avverbio («più in alto»). Bisogna guardare se concorda con un nome.
- Maior non è sempre «maggiore». Spesso vuol dire «più grande» di dimensioni o «più anziano»; maiores, al plurale, sono «gli antenati».
- Declinare il comparativo come fortis. L’ablativo è altiore e il genitivo plurale è altiorum, senza -i-.
- Tradurre sempre il superlativo come relativo. Senza un gruppo di confronto, vir doctissimus è «un uomo dottissimo», non «l’uomo più dotto».
Esercizi
Forme regolari, irregolari e secondo termine di paragone: tre blocchi, in quest’ordine.
- Gradi regolari. Scrivi comparativo e superlativo: altus, fortis, felix, pulcher, facilis, acer.
- Irregolari. Comparativo e superlativo di bonus, malus, magnus, parvus, multus.
- Declinazione. Declina al singolare altior, altius. Qual è l’ablativo singolare?
- Il secondo termine. Traduci in due modi: «Marco è più alto di Paolo»; «Niente è più dolce della patria».
- Superlativo relativo. In latino: «il più alto dei monti», «la più saggia di tutte».
- Uguaglianza, minoranza, comparativo assoluto. In latino: «tanto alto quanto», «meno alto di». Traduci Iter longius erat.
- Traduzione dal latino. Ferrum utilius est quam aurum. / Hic mons multo altior est illo. / Caesar fortissimus omnium ducum erat.
- Traduzione in latino. «Il leone è più forte del cane» (due modi) / «una città bellissima» / «una strada facilissima».
Soluzioni
- altior, altissimus; fortior, fortissimus; felicior, felicissimus; pulchrior, pulcherrimus; facilior, facillimus; acrior, acerrimus.
- melior, optimus; peior, pessimus; maior, maximus; minor, minimus; plus, plurimus.
- M. e f.: altior, altioris, altiori, altiorem, altior, altiore; n.: altius, altioris, altiori, altius, altius, altiore. Ablativo in -e: altiore.
- Marcus altior est quam Paulus / Marcus Paulo altior est. Nihil dulcius est quam patria / Nihil dulcius est patria.
- altissimus montium (o ex montibus); sapientissima omnium.
- tam altus quam; minus altus quam. «Il cammino era piuttosto lungo» (o «troppo lungo»).
- «Il ferro è più utile dell’oro». / «Questo monte è molto più alto di quello». / «Cesare era il più coraggioso di tutti i comandanti».
- Leo fortior est quam canis / Leo cane fortior est; urbs pulcherrima; via facillima.